Il giorno 23 marzo 2018 09:41, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> ha scritto:
Il secondo spunto, sul cambio di paradigma nella mobilità. Condivisibili e perfino auspicabili razionalmente le riflessioni sull'emergere di una nuova collettivizzazione del trasporto.
Forse non tutti sanno che *a Torino* la mobilità *pubblica e privata* è già *controllata* da una *intelligenza artificiale*, da almeno una ventina di anni. Il progetto si chiama 5T: Tecnologie Telematiche per il Trasporto e il Traffico a Torino. http://www.5t.torino.it/ Cito a memoria, perché appunto 17 anni fa ho avuto il piacere di lavorare per loro, precisamente come coordinatore dei supervisori nella cosiddetta Sala Regia. La Sala Regia era quello che nella parlata della IA di moda oggi, sarebbe stato definito il "cervello" del sistema nervoso distribuito che coordina la mobilità torinese. Il lavoro di supervisione in realtà era una via di mezzo fra una attività sistemistica finalizzata a monitorare e mantenere attivo e funzionante il sistema, e una attività di segreteria volta a far comunicare le diverse aziende del consorzio in caso di anomalie e malfunzionamenti. In effetti, detto così è molto più fico di quanto non percepissi all'epoca. :-) Non credo ci fossero reti neurali implicate nel sistema, ma il sistema sarebbe stato definito "intelligente" da un osservatore nutrito per anni dal marketing della IA corrente. Moltissimi incroci semaforici di Torino sono controllati - localmente da un computer che riceve informazioni sulle code da spire sotto l'asfalto. - globalmente attraverso l'elaborazione effettuata nella sala regia che tiene conto - dei flussi di traffico misurati sull'intera rete - di quelli previsti su base delle statistiche clusterizzate per - ora - giorno della settimana - periodo dell'anno - festività - delle informazioni di inquinamento provenienti dalle centraline arpa - della posizione GPS degli autobus urbani I due sistemi (locale e globale) collaborano sulla base di pesi (che vengono a volte tarati manualmente). 15 anni fa, il sistema era bel lungi dalla perfezione (ma notate che il mio lavoro consisteva nel gestire le anomalie... quindi la mia percezione era necessariamente soggetta ad un bias negativo), ma era comunque molto molto fico sia come obbiettivi che come tecnologie utilizzate. Si può migliorare tale sistema? Sicuramente sì, e sicuramente è stato migliorato negli anni. Serve una IA moderna per migliorarlo? Non saprei... ma se fossero soldi miei (ah già... lo sono!) li spenderei PRIMA sul diffondere maggiormente sensori più efficienti ed economici e su diffondere nuovi attuatori che incrementino la sicurezza per le persone.
Ma non illudiamoci che siano processi razionali a guidare eventuali svolte.
Non mi illudo. Ma dobbiamo proprio rinunciare a guidarli?
Negli USA degli anni '20 l'industria automobilistica si è attivamente prodigata nel cambiare il senso comune a sfavore del pedone per non affrontare la responsabilità nei confronti delle vittime degli incidenti stradali, grazie all'introduzione del reato di /jaywalking/ o “attraversamento imprudente”, usando tra l'altro la retorica della libertà e della necessità dell'avanzamento tecnologico e del progresso. La strada non era ciò che è ora: da spazio comune (adatto per esempio al gioco dei bambini) è diventata sede del traffico automobilistico solo con un processo di appropriazione attivo e combattuto. Questo articolo ne parla:Norton, P. D. (2007) Street Rivals: Jaywalking and the Invention of the Motor Age Street, /Technology and Culture/48 (2) <http://muse.jhu.edu/article/215409> Divulgato qui:<https://www.vox.com/2015/1/15/7551873/jaywalking-history>
Interessantissimo, grazie! Si tratta evidentemente di una legge che esprime valori etici molto diversi da quelli espressi nel nostro ordinamento. O forse no? Giacomo