Il prossimo Mercoledì di Nexa, 10 settembre, alle ore 17.00 spinge a rileggere l'articolo di Daniela Tafani https://zenodo.org/records/15522002. Concordo quasi interamente con le opinioni di Daniela, della quale apprezzo competenza, lucidità e passione sul continuo intersecarsi tra digitale e filosofia, politica, società. "Quasi" perchè 1- perchè ritrovo una critica contro efficacia ed efficienza, non le vedo antipolitiche, antidemocratiche, neppure vedo incompatibilità concettuali fra principio democratico e principio gerarchico. Sul punto condivido la critica di Daniela verso un docoumento JPMorgan - https://www.europe-solidarity.eu/documents/ES1_euro-area-adjustment.pdf - il quale contiene anche la critica contro l'inefficienza burocratica: "" the problem is as much about how the laws are interpreted by the bureaucracy and the judiciary, as it is about the laws themselves "": è un problema non soltanto italiano, questo di bilanciare le virtù democratiche con la gestione: si può praticare la democrazia ed anche non sprecare, gestendo con efficacia ed efficienza? Si, è la mia risposta. 2- perchè auspico più attenzione al fatto che gli stessi alfabeto, parola, linguaggio sono diventati oggetto di proprietà nella transizione da codice alfabetico a codice digitale: la privatizzazione di governi e politica va certamente avversata, Daniela lo fa in modo eccellente, con ancora più forza va avversata la privatizzazione della parola: con la parola “comincia” il genere umano che conosciamo, è la parola che segna l’inizio di politica e democrazia ed interagisce fortissimamente con loro. Perdendo la parola perdiamo la libertà. Cordialmente, Duccio (Alessandro Marzocchi)