Ciao, vorrei condividere con voi questa ottima lettura: https://www.roars.it/online/teledidattica-proprietaria-e-privata-o-libera-e-... Per quel che conta, da informatico E cittadino, anche io condivido le preoccupazioni e lo sbigottimento di Maria Chiara.
È però chiaro, perfino a chi, come me, conosce l’informatica solo per sentito dire, che una comunità universitaria e di ricerca collettivamente incapace di mantenere e sviluppare un’infrastruttura propria, di controllare i propri dati e di promuovere e sviluppare competenze proprie pagherà un prezzo infinitamente alto in termini di sapere, di potere e di libertà, perché sarà sempre più dipendente – entro ambienti di scelta disegnati da altri – da sistemi e da conoscenze che non le appartengono.
Non si limiterà, cioè, a mettere i propri dati sul computer di qualcun altro, fuori d’Italia, ma sarà usata da strumenti e ambienti di scelta disegnati da qualcun altro, e cioè da multinazionali private che traggono profitto dal commercio di manipolazione e sorveglianza. E formerà, per le aziende italiane, tecnici a loro volta incapaci di farne a meno, perché nient’altro è stato loro insegnato.
Io posso dire che quanto descritto da Maria Chiara corrisponde tragicamente con la mia esperienza diretta nel mondo del lavoro. Giacomo