Nell'ambito informatico, per esempio, quando ho "scoperto" che il primo general-purpose computer era maccanico - progettato e "prototipato" da Babbage nel 1837 - *e* che il linguaggio usato per programmarlo era già Turing-complete cento anni prima che venisse data questa definizione ...
Visto che hai citato Babbage (una mia vecchia conoscenza dato che un paio d'anni fa gli ho dedicato parecchie letture), qualche aneddoto che probabilmente non tutti conoscono. Charles Babbage fondò nel 1812 (poco più che ventenne) l’Analytical Society, un gruppo di studio dedicato agli approfondimenti scientifici e matematici (uno dei primi atti dell'associazione fu la traduzione in inglese del "Traité élémentaire du calcul différentiel et du calcul intégral" di Sylvestre François Lacroix) e già da questo si può capire di che "pasta" fosse fatto, si mise subito contro i matematici dell'epoca proponendo la notazione Leibniz anziché quella Newton per la differenziazione. Fondò anche uno "strano" club, l’Extractors Club, il cui statuto impegnava i suoi membri ad estrarre dal manicomio uno qualunque degli iscritti nel caso in cui vi ci fosse stato rinchiuso. Allora come oggi, il genio ha sempre rasentato la follia (o più precisamente quella che gli altri considerano follia). La macchina analitica non fu mai portata a termine, come non lo fu peraltro, nemmeno la sua precedente invenzione, la "macchina differenziale". I motivi non li sappiamo ma dobbiamo tenere conto che questi "aggeggi" erano composti da decine di migliaia di parte meccaniche e il carattere irascibile di Babbage certo non facilitò il rapporto con i "meccanici". Chissà se Babbage avesse potuto contare sul motore elettrico (la cui invenziona sarebbe avvenuta qualche anno dopo la sua morte ad opera di Galileo Ferraris) per azionare i suoi ingranaggi. La sua mente perspicace lo portò a dare contributi anche al di fuori della matematica. Ad esempio capì che il sistema postale a tariffa variabile in base alla distanza dal destinatario richiedeva calcoli molto complessi per l'epoca, utilizzando invece una tariffa unica avrebbe diminuito il carico di lavoro e i possibili errori degli impiegati, facendo quindi risparmiare lo stato. Antonio