FYI, io ho presentato questo: http://bit.ly/1tngcGH ciao, s. On 21/11/2014 17:12, Joy Marino wrote:
Bisogna che ci mettiamo d'accordo su che cosa intendiamo per "Network Neutrality"...
Sottoscrivo quello che dice Vint Cerf nell'articolo che citi nell'altro tuo post. Ed attenzione che affermazioni del tipo "tutto il traffico deve essere trattato allo stesso modo ed alla stessa velocità" finiscono per favorire le manovre, spesso tutt'altro che trasparenti e guidate da secondi fini, degli operatori telco ex-monopolisti. Meccanismi di differenziazione del traffico, di ottimizzazione dei percorsi, di prioritizzazione per specifici flussi a cui si deve dare precedenza, sono sempre esistiti e sono stati usati per migliorare il funzionamento e la fruizione della Rete, non per escludere dalla Rete.
A me sembra che sia più opportuno definire _in positivo_ che cosa intendiamo per "Accesso ad Internet che rispetti la N.N.", grosso modo una definizione come segue:
Il servizo di accesso ad Internet ("basic Internet access") deve garantire, come minimo, l'accesso in modalità Best Effort a qualsiasi indirizzo, quasiasi servizio (leggi Port Number), per qualsiasi dispositivo e per qualsiasi [regionevole] volume scambiato. Eventuali servizi "premium" che offrano servizi ulteriori (ma senza inficiare il servizio di "basic Internet access") possono essere forniti a richiesta dell'utente. Eventuali ottimizzazioni in termini di percorso seguito dai flussi di pacchetti sono sempre possibili e vanno a vantaggio della "user eperience" dell'utente finale.
Tutto questo si regge su una definizione "regionevole" - e verificabile - di che cos'è "Best Effort" (banalizzo: un ISP che 'ciurla nel manico" non offre B.E., un ISP che qualche volta ha problemi di congestione per tutto il suo traffico offre B.E.).
La non N.N. nasce quando un operatore di accesso ritiene di avere il potere di prendere in ostaggio i propri clienti e di decidere che cosa possono o non possono ricevere e trasmettere nel servizio che viene loro erogato e _pagato alla minima tariffa proposta_. Quando il cliente di accesso non ha possibilità di scelta ed il prodotto che gli viene proposto al prezzo migliore è adulterato (del tipo "Goggle, Youtube e Facebook sono a traffico illimitato, tutto il resto è un tot a Mbyte" oppure del tipo "puoi navigare su qualsiasi sito, ma solo se quando non usi Facebook o non guardi un video di Netflix") nasce quella distorsione che porta prima o poi alla totale chiusura del mercato nelle mani di pochi oligopolisti (ed io continuo sempre a sottolineare che questi pochi non saranno le vecchie telco, ma i nuovi OTT). Questo è lo scenario che paventa Tim Wu, quello che ha propagandato per primo il tema della N.N. come meccanismo che impedisce il "Master Switch <http://www.amazon.com/The-Master-Switch-Information-Empires-ebook/dp/B003F3P...>".
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Joy
On 18/nov/2014, at 11:11, Giorgio Ventre <giorgio.ventre@unina.it <mailto:giorgio.ventre@unina.it>> wrote:
Ti devo almeno una cena per l' "illustre retista".
Condivido totalmente. In IPv4 era stato previsto un meccanismo di differenziazione che però non era mai stato messo in pratica. E' negli anni 90 che nasce l'idea di trasportare il traffico multimediale con meccanismi di preferenza. Che però oggi sono effettivamente utilizzati in tante infrastrutture. Da un punto di vista meramente tecnologico, il difficile nasce quando dalla rete di un ISP, si vogliono applicare questi meccanismi a livello globale, ossia a cavallo di più operatori.
Il problema che vedo oggi è che mentre questi meccanismi di IP sono evidenti, e quindi in un certo senso controllabili, ci sono altri meccanismi di violazione della neutralità che lo sono molto meno. I dati di CISCO dicono che il 30% di traffico su Internet oggi passa via Content Delivery Networks. In parole povere gli OTT hanno messo dei server proprio sotto casa nostra e in un certo senso della neutralità della rete se ne fregano. Pensa, pure nel cuore di GARR, ossia nella rete di ricerca italiana che in quanto tale dovrebbe essere assolutamente "neutrale", c'è una cache Google ed una Akamai. E le proiezioni di CISCO dicono che nel 2018 questo traffico via CDN sarà più del 50% del totale.
Senza parlare poi di Google che la sua rete di nodi CDN la interconnette con una infrastruttura proprietaria, peraltro incredibilmente evoluta dal punto di vista tecnologico. Rete che ovviamente è connessa anche a GARR, sempre per dire.
Da alcuni dati che stiamo raccogliendo via PlanetLab, direi che oggi per lo streaming video abbiamo una Internet non a due ma a tre velocità. E la mia preoccupazione è che se lasciamo tutto così com'è facciamo solo rafforzare queste posizioni dominanti.
Giorgio ======================================================================== Prof. Ing. Giorgio Ventre
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