Aggiungo una considerazione che prima mi era sfuggita. Notavo questo passaggio : ====================================================== Il 04/03/22 11:02, maurizio lana ha scritto:
la questione è: c'è un fornitore email di cui ci si possa fidare? [...] Maurizio Lana Dipartimento di Studi Umanistici Università del Piemonte Orientale
====================================================== Notavo l'ultima riga: "Universita' del Piemonte Orientale" Siamo talmente assuefatti al concetto che l'affidabilita' debba necessariamente essere trovate _ALTROVE_, che ormai trascuriamo il fatto che un docente di un Ateneo ha a disposizione le infrastrutture dell'Ateneo. Che non sono "banali". Anzi. Un ottimo punto di partenza, quindi, potrebbe essere: "trovo l'affidabilita' nelle infrastrutture del _MIO_ Ateneo". Ora, il caso vuole che l'Universita' del Piemonte Orientale abbia deciso di gestire la posta di "@uniupo.it" su Google... Ma non è sempre stato cosi'. Ed il procedimento è _CERTAMENTE_ reversibile. Allora sono io che faccio una domanda: "perche' UniUPO ha scelto di abbandonare la propria infrastruttura di posta, migrandola a Google?" Chi ha preso quella decisione? E perchè? È stata una decisione passata in CdA? (...credo di si). Qualcuno si è posto il problema che, forse, era un tema anche "da Senato"? E come se ne è discusso? Relegandola unicamente ad un "noioso problema tecnico", necessario per ridurre il carico di lavoro del locale ufficio tecnico? Perche' queste sue riflessioni non sono state oggetto di discussione? Perche' non c'e' (stata) quella "sensibilita'" di cui, invece, lei oggi sente l'esigenza? E' un problema "solo suo"? E' un problema che condivide con altri suoi colleghi? Non sono domande "provocatorie", le mie. Vogliono essere solo un invito a considerare _TUTTI_ gli elementi che hanno portato ad una determinata decisione, e valutarli da un punto di vista nuovo (ossia quello che ha scatenato questo thread). Mi scuso in anticipo se il tono della mia mail puo' apparire aspro. Non vuole esserlo. È soltanto lo scritto di qualcuno che --da anni-- ritiene l'infrastruttura di Posta Elettronica pubblica (specie quella degli Atenei), l'emblema dello stato di degrado nel quale versa l'ICT pubblico e, al tempo stesso, uno dei pochissimi punti dai quali --se lo si vuole-- "ripartire". Saluti, DV -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html