Il 11/06/20 19:19, D. Davide Lamanna ha scritto:
Me lo sono chiesto anche io. Sono un fan sfegatato di GARR, che ritengo una delle poche strutture in Italia (se non l'unica) in grado di rendere operative delle infrastrutture cloud-native degne di questo nome.
L'infrastruttura OpenStack di GARR è stata costruita da 4 persone ed eroga risorse IT per 150 Kilowatt. Per servire le scuole ci vorrebbero infrastrutture da 32 Megawatt! Se non siamo in grado di far girare i nostri workload su nostro ferro, in stile Private Cloud, l'alternativa si chiama Google Cloud, Amazon Web Services e Microsft Azure. Con buona pace dell'indipendenza, della privacy, dell'autodeterminazione.
E' esattamente quello che sta succedendo. Non solo nella scuola, ma in tutta la pubblica amministrazione. E' una conseguenza (direi ovvia) dell'aver imposto il principio del "Cloud First" per la PA (e bloccando di conseguenza gli ainvestimenti locali sulle infrastrurrture) senza aver predisposto un piano strategico a medio - lungo termine per raggiungere l'obbiettivo. Per i decisori italiani (non al Politecnico a quanto pare, ma vi garantisco che altrove è così) "Cloud" significa appunto Google o Amazon o Microsoft.
Il Software Libero, senza infrastrutture su cui farlo funzionare, serve a poco. Negli USA hanno costruito le infrastrutture (usando OpenStack, appunto) e infatti negli USA il Software Libero è un asset fondamentale, non solo una questione di principio. Dobbiamo batterci e sbatterci per avere più infrastrutture.
Pienamente d'accordo. rob
Saluti infrastrutturali, Davide