Da anni Riyad tiene un database che riguarda le sue cittadine con lo
scopo di proteggere uno dei suoi istituti sociali più oscurantisti,
quello del “guardiano”, che vede sulla base di una zelante
interpretazione degli
hadith
ogni donna costretta ad affidare la sua intera esistenza al familiare
maschio a lei più vicino (il marito, il padre, a volte persino il figlio
più grande). Questo costume sociale, sostenuto dal governo saudita, di
fatto impedisce a ogni donna saudita di avere il controllo sulla propria
vita, dovendo dare conto al “guardiano” persino degli spostamenti più
banali.
Buona lettura, con un po' di mal di pancia assicurato.