Ciao David, è interessante sentirti in questa occasione. On 20/03/2020, David Orban <david@davidorban.com> wrote:
Evidentemente Ioannidis pubblica in base a informazioni che cambiano rapidamente.
Gli inglesi hanno fatto dietrofront rispetto al proprio calcolo di darwinismo sociale, capendo che il costo politico sarebbe stato insostenibile.
Ioannidis sostiene che i dati epidemiologici di cui disponiamo sono inaffidabili. Attenzione, NON insufficienti, ma inaffidabili. Vivo in Piemonte, in una città di medie dimensione e mia moglie vi lavora come medico di medicina generale, per cui dispongo (mio malgrado) di una prospettiva in qualche modo privilegiata sulla gestione dell'epidemia. In questo momento i test sul Covid-19 vengono effettuati SOLO sui pazienti che presentano un grave deficit respiratorio SE sono state scartate tutte le altre possibili spiegazioni (ovvero sono non hanno risposto ad altre terapie). Non credo che su questa lista si debba spiegare come questo bias di selezione alteri la qualità dei dati. Ciò che forse sfugge è cosa accade alle persone che sono state infettate dal corona virus, ma non sono eligibili ad un test. Ovviamente vengono trattati con farmaci sintomatici, ma non sono sottoposti a quarantena, né vengono determinati i contatti stretti (meno di un metro per più di 15 minuti) per richiederne la quarantena fiduciaria. Giusto oggi, una giovane paziente rientrata ieri sera dall'estero ha contattato mia moglie: presentava molti dei sintomi tipici di questa epidemia (fortunatamente in forma lieve) ed era stata a contatto con un malato nel paese di provenienza. L'ASL non ha autorizzato comunque il tampone (seguendo le direttive dell'unità di crisi, per quanto ne sappiamo). Questa ragazza vive con genitori e fratelli. Di fronte ad una profilassi come questa, le statistiche sono semplicemente inutili.
Ho messo in contatto Ioannidis con Crisanti, che gli darà i dati grezzi dei test a tappeto di Vi Euganeo, dopo la pubblicazione su Nature. Infatti la Diamond Princess non è più l'unico caso di dati utili dal punto di vista statistico ed epidemiologico.
Certamente dati interessanti, ma invece che testare tutta la popolazione, un approccio di semplice buonsenso sarebbe quello di testare i malati che presentano sintomi compatibili (anche lievi) ed in caso positivo, testare i contatti, isolandoli, se opportuno, per il tempo necessario a rendere attendibile il test. E' vero che potrebbero sfuggire dei contagiati, ma rimarremmo nell'ambito dell'errore statistico, mentre oggi abbiamo la CERTEZZA che sfuggano e non abbiamo idea di come quantificarli.
I rischi di meccanismi economici complessi che non potranno ripartire facilmente cresce con l'allungarsi delle misure.
Non avrei mai immaginato di avere più fiducia nel mercato di te! :-D Certamente ci saranno dei cambiamenti, ma non credo che agire frettolosamente sia nell'interesse della collettività. Nelle emergenze ci sono sempre sciacalli affaccendati a salvare la situazione. Ci sono certamente grandissimi affari per chi si trova nel segmento giusto in questo momento. Basta guardare nelle nostre scuole. Quante voci di ragazzi finiranno ad alimentare algoritmi di machine learning? Quanti volti verranno usati per training di sistemi di facial recognition?
È certo a mio avviso, per esempio, che le linee aeree riceveranno aiuti statali in tutto il mondo per evitarne la bancarotta...
Siamo ancora all'inizio del compito di sbrogliare la matassa.
Su questo hai assolutamente ragione. Ma la fretta è cattiva consigliera. Come la paura. E purtroppo ho l'impressione che c'è chi lavora per renderla più grossa, la matassa. Più complicata. Talvolta per incompetenza o ignoranza. Più spesso per interesse. Giacomo