On 20 Sep 2023, at 08:31, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
Prendi Google Workspace: viene già scontato del 100% alle scuole per catturare i cervelli di studenti
e insegnanti (con grande successo).
Quand'anche potessi trasferire i dati della scuola in pochi secondi verso un NextCloud
a pagamento, credi che cambierebbe qualcosa di significativo per gli studenti italiani?
Appunto: non si può competere contro chi offre servizi sottocosto, addirittura gratis.
In questo caso i costi sono pagati dai ricavi pubblicitari di un altro servizio.
Un altro danno del modello di business basato sulla pubblicità.
I cross subsidy da un servizio all’altro sarebbero persino vietati dalle norme sulla concorrenza.
Quanto alle norme antitrust, sono state depotenziate, interpretandole col criterio del danno al consumatore. Ma che danno c’è se si ottiene un servizio a così buon prezzo?
E comunque lo sconto al 100% di Google Workspace for Education è finito a gennaio 2023, quando Google si è presentata all’Università di Pisa, imponendole di rientrare entro 15TB di spazio o di pagare.
Dopo aver catturato i clienti col lock-in, li obbligano a pagare.
Questo perché Google si è accorta che i costi del GCP erano insostenibili, con perdite di $20 miliardi l’anno per 15 anni. Guarda caso GCP è andata in pari nel 2023, ma ci vorranno decenni per recuperare le perdite accumulate.
Quindi ribadisco, l’unico modo per rompere il modello di business basato sulla pubblicità è colpire la pubblicità.
Tutto il resto sono palliativi: interoperabilità importante e utile, ma la number portability e le altre regolamentazioni hanno solo peggiorato la concorrenza:
E non è che non funzionerebbe perché non ha funzionato, come dice Tesio, colpire il modello del sooftware proprietario a pagamento: oggi è cambiato il modello di business delle grandi piattaforme e bisogna colpire quello.
— Beppe