In data sabato 30 marzo 2019 18:53:43 CEST, Stefano Quintarelli ha scritto:
Specchio riflesso... Se non ti conoscessi avrei elementi per pensare che sta scrivendo un troll :-)
Insisto a ritenere che nel 1955 il termine non fosse stato usato per ragioni di marketing.
A meno di cambiare la definizione di "marketing"
IMHO usiamo il termine "marketing" in modi diversi. IMHO il termine "marketing" per descrivere la scelta di usare una nuova definizione ("intelligenza artificiale"), che è intrinsecamente ambigua (è "intelligenza artificiale" ciò che sembra "intelligenza"), in un documento che descrive gli obiettivi di un progetto di ricerca finanziato da terzi è compatibile con la definizione dello stesso termine che ne da l'American Marketing Association: "Marketing is the activity, set of institutions, and processes for creating, communicating, delivering, and exchanging offerings that have value for customers, clients, partners, and society at large." https://www.ama.org/the-definition-of-marketing/ Ciao, m.c.
Ciao, s.
In data 30 marzo 2019 5:27:16 PM Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
In data venerdì 29 marzo 2019 19:05:06 CET, Stefano Quintarelli ha scritto: On 29/03/2019 14:09, Marco Ciurcina wrote: In data domenica 24 marzo 2019 16:19:24 CET, Stefano Quintarelli ha scritto: non credo che fu fatta per ragioni di marketing...
Forse si.
allora ogni ricerca finanziata da una fondazione ricade nella stessa categoria "fatta per ragioni di marketing" ? La risposta è ovviamente no. E l'affermazione scritta sopra è un sofisma (fallacia del tipo "a dicto simpliciter ad dictum secundum quid", o "illecita generalizzazione").
Il documento "A proposal for the Dartmouth summer research project on artificial intelligence" introduce una nuova espressione ("intelligenza artificiale") e però chiarisce che: "For the present purpose the artificial intelligence problem is taken to be that of making a machine behave in ways that would be called intelligent if a human were so behaving.".
Oggi si ritiene che l'espressione "intelligenza artificiale" sia polisenso ed abbia un significato variabile nel tempo. Non tutti i documenti relativi a progetti di ricerca che introducono nuove definizioni che restano così imprecise a distanza di 64 anni.
Il documento "A proposal for the Dartmouth summer research project on artificial intelligence" dice che con 2 mesi di lavoro e 10 progetti "a significant advance can be made in one or more of these problems if a carefully selected group of scientists work on it together for a summer.". A distanza di 64 anni e migliaia di progetti di ricerca dopo si può dire che non tutti i documenti relativi a progetti di ricerca sbagliano le previsioni in maniera così evidente.
Il documento "A proposal for the Dartmouth summer research project on artificial intelligence" assume a presupposto che "every aspect of learning or any other feature of intelligence can in principle be so precisely described that a machine can be made to simulate it". Non tutti i documenti relativi a progetti di ricerca si basano su un presupposto che (a distanza di 64 anni) pare ragionevole dire che fosse sbagliato: i lavori più recenti ricorrono ai computer quantici (che al tempo non erano ancora stati concepiti) per proporre un framework concettuale che rappresenta e fornisce gli strumenti operativi di una "macchina della vita" https://link.springer.com/content/pdf/10.1007%2Fs10773-016-3177-6.pdf
m.c.