On 20/03/2019, GC F <gcfrosio@gmail.com> wrote:
Non sono d'accordo.
Meno male! :-) Solo dal confronto e dalla sintesi di prospettive possiamo imparare qualcosa.
Mi pare che "*ratiocinari comparatur ad intelligere sicut moveri ad quiescere vel acquirere ad habere" *esattamente rappresenti un possibile distinzione tra intelligenza computazionale e biologica. Quindi *intelligere*, e intelligenza, rimane termine che ben si può applicare alla macchina. Ovviamente, Tommaso parlava d'altro ma il pensiero è assoluto e *mutatis mutandis* applicabile a scenari ulteriori.
Purtroppo non conosco Tommaso d'Aquino così bene da poterne indovinare il pensiero. Le sue parole, cambiate le mutande, si possono caricare di nuovi significati e dunque possono applicarsi a nuovi scenari. O possono semplicemente stimolare una riflessione. Ma non credo che possiamo sorvolare sui 700 anni che sono passati dalla Summa theologiae. Abbiamo imparato molto sull'uomo. E forse anche qualcosa su Dio.
Infine, non ho competenze tecniche e ho conoscenze aneddotiche limitate
Temo, con tutto il rispetto, che sia questo il problema. La bellezza (e l'intelligenza) sta negli occhi di chi guarda.
questo (nel caso sia come rappresentato): http://www.cloudpainter.com/ (in particolare questa descrizione del processo creativo: https://www.youtube.com/watch?v=h8QKcHWKKvI&t=30s) mi pare si approssimi in maniera sorprendente al processo creativo umano.
Splendido esempio. Ad un minuto e 39 https://youtu.be/h8QKcHWKKvI?t=99 Van Arman dice:
I wasn't sure how to make it more creative and I thought I'd reached the limits of computational creativity and I noticed that deep learning was making some pretty rapid advances.
then, the more I looked at it, the more I realized that some of itscreative capabilities were approaching human parity and I began to wonder if there was even that big of a difference between a human and a computational creativity
I punti chiave qui sono - "deep learning" "advances" - "the more I looked at it, the more I realized..." Siamo esseri umani. Vediamo draghi e pesci e unicorni guardando le nuvole.. figurati cosa possiamo riuscire a vedere contemplando un computer che muove un pennello!
Mi pare, in conclusione, irrilevante che da un lato vi siano sequenze di 0 e 1 e dall'altro sinapsi neuronali. Rimangono due forme di intelligenza
Questo è un atto di fede. Ma per definire una rete neurale intelligente, hai bisogno di una definizione di intelligenza ad hoc. Una rete neurale riproduce una delle infinite funzioni che passano entro un errore dalle osservazioni di calibrazione selezionata in modo (pseudo) casuale attraverso un processo statistico. La potenza di calcolo dei computer moderni, i dati disponibili e l'intelligenza umana di chi utilizza queste tecniche produce risultati sorprendenti... per chi non sa come funzionano.
*quorum unum est perfecti, aliud autem imperfecti* (per ora), come dice Tommaso.
Beh, naturalmente l'autorità del Doctor Angelicus avrebbe chiuso il dibattito... nel 1500. Ma d'altro canto io sarei già stato bruciato nel rogo... da anni! :-D Oggi obbietterei alla "perfezione" della razionalità. E alla limitatezza della intelligenza, che non è (o quanto meno non è solo) razionale.
Con i saluti più cordiali,
Giancarlo
A presto! E grazie della chiacchierata! Giacomo