On Sat, 2 Jan 2021 17:41:45 +0100 Fulvio Corno wrote:
secondo me stiamo parlando di livelli di competenza diversi.
Secondo me, no. Ma certamente l'informatica è ancora così primitiva che può sembrare roba da specialisti. Come la scrittura fra gli antichi Egizi.
1) in molte scuole (elementari, medie o superiori, se escludiamo alcuni istituti tecnici ed il liceo delle scienze applicate) non esiste nemmeno un docente di informatica. Quindi facciamo attenzione, in molti istituti "chi insegna informatica" è l'insieme vuoto, e non ci si può costruire sopra. Che questo sia gravissimo, concordo, ma oggi è così e dobbiamo prenderne atto.
Ed è per questo che, come dicevi, nel breve periodo, l'unico approccio possibile è quello di sfruttare competenze esterne, ma locali. Ed hai assolutamente ragione: il metodo è tutto da inventare. Tuttavia, come dici, si tratta di una aberrazione gravissima.
Essere in grado di insegnare una materia richiede certamente di padroneggiarla fino ad un certo punto, ma secondo me non fino al punto di poterla gestire in modo professionale.
Su questo invece, per quel che conta, non sono d'accordo. Se accettiamo come normale una preparazione superficiale dei docenti (quale che sia la materia) otterremo che, di norma, gli studenti avranno insegnanti che si accontentano di tale superficialità. E cittadini mediamente superficiali (e formati in modo superficiale) non saranno in condizione di esercitare la sovranità che la nostra Costituzione gli affida. E ci ritroveremo... esattamente qui. (sì... la P2 sta ancora vincendo...)
2) le competenze tecniche "di dettaglio" necessarie all'installazione, deployment e protezione di N servizi didattici (integrati o meno), sui "cloud" attuali (non vogliamo che i servizi della scuola girino su un PC in sala docenti con Ubuntu 16.04, vero?), non sono affatto banali e sono in continua evoluzione.
Non saranno banali, ma sono semplici e d'altro canto parliamo delle competenze informatiche fondamentali per un cittadino adulto. Certo, alcuni software open source ci mettono del proprio per rendere le cose complicate in modo che pochissimi possano veramente gestirli in autonomia, o per vendere consulenze o per impedire le quattro libertà formalmente riconosciute dalla licenza (vedi ad esempio Chrome). Ma basta saperli riconoscere ed evitare! ;-) Ed in un ottica di politica cibernetica, basta sostituirli con alternative libere migliori.
Io mi sentirei personalmente in grado di poter mettere in piedi una piattaforma che garantisca alcune funzionalità (scegliendo i pacchetti FOSS opportuni, e studiandone la configurazione di rete ed applicativa),
Chi può imparare, può fare qualsiasi cosa! ;-)
ma non scalabilità
UNA scuola non ha bisogno di scalabilità. Sai esattamente l'ordine di grandezza degli studenti che avrai ogni anno. Dopo il primo giro, sai anche più o meno cosa serve a ciascun docente di ciascuna classe. Ed anche in caso di un'ipotetica improvvisa pandemia (:-D), puoi calcolare esattamente le risorse di cui hai bisogno. Sì, si sarebbe potuto fare.
e sicurezza
Beh magari da solo no. All'inizio. Ma se ti potessi confrontare con migliaia di altri insegnanti con esigenze analoghe (e magari supportati da hacker) in una comunità dedicata alla questione, potresti facilmente imparare ciò che serve.
(sono campi in cui serve conoscenza specialistica che non ho).
E' questa è un'altra cosa su cui non sono d'accordo. L'informatica è semplice. E' una disciplina prodondamente umana. E chi la comprende davvero, chi sa fare, sa spiegare: https://www.youtube.com/watch?v=u_A_p0S_J34
P.S. i docenti intraprendenti e volenterosi (i 3/1000 di cui si parlava prima) ci sono e stanno facendo miracoli per le proprie scuole. Ma se vogliamo una soluzione di sistema, bisogna fornire il supporto necessario ai 997 rimanenti.
Su questo siamo di nuovo d'accordo... nel breve periodo. :-) Ma subito dopo dobbiamo insegnargli ad essere liberi ed autonomi. Giacomo PS: mi scuso per il link a YouTube. Come al solito... siate cauti! ;-)