Sapendo di non sapere, non m'azzardo proprio...
Contavo piuttosto sugli interventi precedenti, part. a.dicorinto@uniroma1.it,sergio.duretti@csp.it,
carlo.cosmatos@internetgov.info.
Se trovassi il tempo di raccogliere qualche informazione e farmi
una idea non mancherò tuttavia di postare i findings in lista.
Grazie,
Pier Paolo.
Il giorno 10 dicembre 2011 18:30, J.C. DE
MARTIN <demartin@polito.it>
ha scritto:
buongiorno Pier Paolo,
no, al momento non ce ne stiamo occupando.
Non perché non sia un tema importante, anzi,
ma perché le risorse sono limitate.
Potrebbe però essere un tema per uno dei nostri incontri
pubblici
periodici: vuole candidarsi, eventualmente insieme ad altri
esperti,
a venire a raccontarci la questione?
juan carlos
On 10/12/11 12:20, Pier Paolo wrote:
Spett.le lista,
in merito alla questione frequenze all'asta e futuro
4G e internet of things (peraltro in dirittura
d'arrivo pare), come NEXA pensate di
partecipare/proporvi per le consultazioni della
Commissione? Nel caso, può darsi per scontata la
consueta trasparenza sull'iter dei lavori?
Domanda da neofita ma molto interessato alla
questione, e in particolare a come e se sarà (sarebbe)
possibile riassegnare eventualmente, e con quali
procedimenti, slot di frequenze non necessariamente
derivanti da questa nefasta gara. (Stando a quanto ho
letto recentemente, anche se purtroppo non ho tempo di
recuperare la fonte, in Italia le radiofrequenze
sembrano assegnate ad una serie di amministrazioni
pubbliche con una estensione ben maggiore alle loro
necessità all'attuale stato dell'arte.)
[....] Per quanto riguarda lo spettro si prevede
che il Consiglio sarà d'accordo su quanto
elaborato dal Radio Spectrum Policy Group il cui
programma mira alla creazione di una strategia
unica per le politiche delle frequenze di qui al
2015, in vista di un mercato unico in linea con
l’Agenda digitale e con Eu2020.
Il programma sarà una chiave per raggiungere gli
obiettivi dell'Agenda digitale per la copertura
a banda larga universale, che può contribuire a
promuovere l'innovazione e la crescita. I
servizi che si basano sullo spettro radio
rappresentano infatti il 2%-2,5% del prodotto
interno lordo dell'Unione europea. Il settore
delle comunicazioni wireless supporta 3,5
milioni di posti di lavoro e genera 130 miliardi
di euro di di entrate fiscali ogni anno,
contribuendo al Pil comunitario per 140 miliardi
di euro. [...]
Sul tema
generale dell'uso delle frequenze
liberate dal passaggio al digitale
della televisione come strumento per
intervenire sul digital divide segnalo
questo articolo che da conto
dell'unica sperimentazione italiana in
corso sui
Whites Spaces (quelli famosi della
FCC).