2011/4/8 Blengino <blengino@penalistiassociati.it>:
1) in generale mi ha colpito la valutazione di "risultato improprio" per l'accostamento nome-truffa. Per come funziona autocomplete, a mio giudizio il risultato sarebbe "improprio" se si fosse dimostrato che in realtà nessuno o pochissimi avevano digitato le due parole, e per una qualche ragione, certamente non voluta ma comunque addebitabile al fornitore del servizio, l'accostamento si era prodotto "erroneamente" ovvero appunto, impropriamente. Ma quel signore aveva scritto e dissertato sulla truffa e sui truffatori, e per tale ragione le chiavi di ricerca inserite dagli utenti erano quelle.D'altra parte il mio amico Oreste Preti di Battipaglia, quando arriva alla O di Oreste ha immediatamente il suggerimento "Preti omosessuale". D'accordo che è meno infamante di truffatore, ma non tutti sono di vedute aperte ... Simona Ventura è associata a cocaina, Berlusconi vi lascio immaginare. Gli avvocati penalisti, a seconda del caso di cronaca in auge che seguono al momento, sono associati ai più turpi delitti.La domanda è: davvero le stringhe di suggerimento sono "diffamanti" o forse c'è un problema culturale, di valutazione e di conoscenza?
Stavo per fare con commento molto articolato poi qui ho trovato la sintesi perfetta. Risottolineo la chiusura che dice un "problema culturale, di valutazione e di conoscenza" e che si può collegare al primo commento sarcastico all'articolo di un utente su slashdot, traducibile con "in Italia hanno dimostrato di saper usare internet, datemi una motosega che gli taglio la fibra". Si tratta di un semplice algoritmo di clustering, dargli un peso superiore per me crea più problemi di quelli che risolve e rinforza una idea di fondo che trovo estremamente pericolosa: piuttosto che spiegare bene agli utenti che l'informazione che si trova in rete, senza particolari riferimenti, è inerentemente inaffidabile e va trattata con cautela, ci sforziamo di trovare regole, meccanismi per cercare di certifcare tutto quello che è presente. Questo poi all'atto pratico si trasforma in una serie di adempimenti (e ne vediamo sfornare a ripetizione) o di possibili rischi che non fanno altro che rendere meno efficiente il sistema, senza per altro raggiungere gli obiettivi. -- Fabio Forno, jabber id: ff@jabber.bluendo.com