Salve Rossana, grazie per le splendide domande! Provo a risponderti perché credo che siano molto importanti, ma mi scuso sia per la brevità che per la difficoltà di partecipare al dibattito in modo più ampio. On Wed, 19 May 2021 15:13:33 +0000 MORRIELLO ROSSANA wrote:
Davvero c’è chi non si accorge che una dichiarazione simile sottintende che le donne non siano in grado di ottenere una posizione di potere se non andando a letto con qualcuno? Che non si tratta di libertà di espressione ma di un insulto?
Le parole ricondivise [1] da Bassani sono: ``` She will be an inspiration to young girls by showing that if you sleep with the right powerfully connected men then you too can play second fiddle to a man with dementia. It’s basically a Cinderella story. ``` Io vorrei che le mie figlie vivessero in un mondo in cui il libero esercizio della sessualità di una persona non possa diventare oggetto di strumentalizzazione politica semplicemente perché non sottoposto a modelli di riferimento moralisti, maschilisti o patriarcali. In altri termini: - chi ha espresso (o anche solo diffuso) queste parole come un insulto, mostra di essere profondamente maschilista e moralista - chi le ha punite come un insulto, anche di più. Infatti, se la diffusione di quelle parole andava punita come un grave insulto, allora anche la condotta che quelle parole attribuivano alla Harris doveva essere deprecabile, per costituire un grave insulto. Io vorrei che le mie figlie vivessero in un mondo meno maschilista. Un mondo che non proietta sulla loro sessualità ALCUNA aspettativa. Sia che governino la più grande potenza militare del pianeta, sia che si prendano cura di bambini in un asilo di Torino[2].
Pensate sia formativo per le vostre figlie?
Decisamente no. Per due diverse ragioni. Anzitutto la libera sessualità (o razza, o religione o stato di salute, o...) di una persona non può e non deve MAI diventare un insulto. Quando qualcuno la usa come tale, le persone civili che vi si oppongono devono fare molta attenzione a NON validarne le assunzioni [3], come invece è avvenuto in questo caso. Infatti un'Università italiana è corsa eroicamente in soccorso del Vice Presidente degli Stati Uniti d'America redarguendo un Professore reo di lesa maestà (via ricondivisione di un meme su fatti noti). La dinamica di Potere in atto non ha nulla a che fare con le questioni di genere, che (come spesso accade) vengono strumentalizzate in vari modi e da varie parti. Decisamente un triste spettacolo.
Davvero c’è bisogno di un parere femminile?
Naturalmente! Solo dal dialogo fra prospettive diverse possono emergere nuove sintesi. Ignorare una prospettiva sarebbe miope e controproducente per tutti. Tanto di più, quanto più lontana dal sentire comune. Sanzionando chi esprime antitesi, ci priviamo di nuove sintesi. E di dialogo. E del progresso culturale e sociale che ci sta a cuore. Ma non impediamo loro di diffondersi: semplicemente, le spingiamo fuori dal dibattito pubblico e dalla consapevolezza collettiva. Le lasciamo prosperare nell'ombra, ma indisturbate. Per questo l'ansia punitiva della cancel culture rallenta o impedisce il progresso che finge di voler perseguire. Giacomo [1]: non mi è chiaro quale fosse piattaforma social in questione ma, a quanto ho capito, si tratta di una mainstream che permette il rilancio di contenuti prodotti da altri, come il boost sul fediverse o il retweet su twitter. [2]: https://www.corriere.it/cronache/20_novembre_18/maestra-d-asilo-licenziata-u... [3]: Se io fossi stato il Rettore di detta Università, sinceramente indignato dalle parole di un insegnante (queste o altre), l'avrei umiliato dialetticamente sul suo spazio pubblico, ma NON punito economicamente o amministrativamente, come fossi una direttrice d'asilo impaurita da uno "scandalo-fra-mamme-bigotte" che coinvolge una maestra. Trattandosi di un meme, sarebbe bastata una risposta del tipo: "Poor prof! This is the wet dream of a lone lone man!" "Actually, that's an interesting lesson from KH, professor Bassani. Much better than your own courses and career!" ...o qualcosa di simile. Sarebbe stato molto più educativo. Per tutti.