Di seguito il passaggio
centrale di un post di Richard Posner che invoca una riforma espansiva
delle norme sul diritto d'autore per salvare l'industria della carta
stampata (per usare il termine analogico adottato da Posner, ma forse
sarebbe meglio parlare dell'industria dell'informazione):
Expanding copyright law
to bar online access to copyrighted materials without the copyright
holder's consent, or to bar linking to or paraphrasing
copyrighted materials without the copyright holder's consent,
might be necessary to keep free riding on content financed by online
newspapers from so impairing the incentive to create costly
news-gathering operations that news services like Reuters and the
Associated Press would become the only professional, nongovernmental
sources of news and opinion (enfasi aggiunta).
Giancarlo
P.S. Provocazione, svista,
o ponderata analisi economica di Posner? In ogni caso l'autorevolezza
della fonte obbliga a prestare particolare attenzione anche, e
sopratutto, per la forza persuasiva che questo intervento protrebbe
svolgere su eventuali processi legislativi statunitensi. La roccaforte
del pubblico dominio è, comunque, sotto assedio costante. Mi pare che
le cinte di mura perimetrali siano state prese ad una ad una fino a
porre in discussione la dicotomia "fatti/idee-espressione" stessa.
Questo, tra l'altro, con uno scollamento sempre più marcato tra norma,
società e tecnologia. Cosa resterebbe delle potenzialità offerte
dall'Internet se la tracima dei diritti autoriali erodesse il publico
dominio anche nella direzione proposta da Posner? Ha davvero un senso
un diritto d'autore che sia arma d'offesa a difesa di vecchi (e forse
superati) modelli di business?
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