Buonasera. Trova qui la definizione di "Predictive Optimization" e l'elenco delle ragioni per cui non può essere assimilata ad altre forme di automazione dei processi di decisione: https://dl.acm.org/doi/full/10.1145/3636509 Anche il mio articolo è ad accesso aperto, su Zenodo <https://zenodo.org/records/10866778> o sul sito della rivista Ethics & Politics. Un saluto, Daniela Il 19/01/2025 20:36, Alfredo Bregni ha scritto:
Ciao. /Non capisco cosa si voglia dire./ QUALUNQUE decisione (ragionata) si basa su una (o più) proiezioni dei possibili andamenti futuri; e uno stumento AI -- fatto bene, o fatto male -- si aggiunge agli altri strumenti (dei quali i più antichi e noti sono "il fiuto" dell'imprenditore e "l'ideologia" del politico, ...ovvero nessuno strumento di reale supporto alle decisioni). A parte le informazioni privilegiate di borsa -- donde il reato di insider trading quando ti beccano (...il più delle volte no) -- QUALUNQUE proiezione del futuro si basa su passato (e sul fiuto, l'ideologia, il c.d. "sentiment" degli operatori, ...e consimili amenità). Quindi, SOLO PERCHE' ADESSO SI CHIAMA "AI", ci divertiamo a criticare l'impatto politico di questi strumenti, ...altrimenti nobili e irreprensibili [ironia]?? Grazie della precisazione, che attendo.
----- Original Message ----- *From:* Daniela Tafani <mailto:daniela.tafani@unipi.it> *To:* Antonio <mailto:antonio@piumarossa.it> ; nexa@server-nexa.polito.it *Sent:* Sunday, January 19, 2025 4:24 PM *Subject:* Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
Grazie, Antonio, concordo. Delle proprietà politiche è opportuno discutere con riferimento a singoli sistemi.
Ho fatto un tentativo, qualche tempo fa, con un sottoinsieme di uno dei punti dell'elenco che riporti, i sistemi di ottimizzazione predittiva, sostenendo che abbiano proprietà politiche intrinseche (non emendabili con scelte alternative di design) che li rendono incompatibili con lo Stato di diritto:
<https://zenodo.org/records/10866778>
Un saluto, Daniela
________________________________________ Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Antonio <antonio@piumarossa.it> Inviato: domenica 19 gennaio 2025 16:05 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: [Junk released by Allowed List] [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
Fermo restando che un dibattito "distruttivo" è comunque utile, vorrei avanzare una proposta per un diverso approccio verso la tematica. La proposta è semplice, NON nominare il termine IA (o AI), ma le SINGOLE tecnologie di intelligenza artificiale. L'Annuario statistico italiano pubblicato dall'Istat lo scorso 19 dicembre, da pag.769 in poi riporta statistiche e sintesi in merito a ricerca, innovazione e tecnologia dell'informazione. "Nel 2023 il 5,0 per cento delle imprese con almeno 10 addetti utilizza software o sistemi di intelligenza artificiale (IA)" e a seguire indica le tecnologie più diffuse all'interno di esse:
1) Automatizzare i flussi di lavoro o supportare nel processo decisionale (Robotic Process Automation, software robot che utilizzano tecnologie di IA per automatizzare le attività umane) (40,1%); 2) Estrarre conoscenza e informazione da un documento di testo (text mining) (39,3%); 3) Convertire la lingua parlata in un formato leggibile dal dispositivo informatico (riconoscimento vocale) (31%); 4) Identificare oggetti o persone sulla base di immagini (riconoscimento, elaborazione delle immagini) (30,5%); 5) Analizzare dati attraverso l'apprendimento automatico (machine learning, deep learning, reti neurali) (30%); 6) Generare linguaggio scritto o parlato (generazione del linguaggio naturale) (29,4%); 7) Consentire il movimento fisico delle macchine tramite decisioni autonome basate sull'osservazione dell'ambiente circostante (robot o droni autonomi, veicoli a guida autonoma) (17,1%).
Forse in questo modo sarà più facile posizionarsi sulla diatriba della neutralità e sull'uso (eventualmente) pro bono dell'IA.
A.
[1] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/ASI_2024.pdf