Buongiorno Marco, forse l'unica cosa seria da fare nei confronti di quell'articolo di Giannini sarebbe ignorarlo, stendere un velo pietosissimo e passare oltre... ...ma il punto è che Giannini veste panni da scarsissimo sociologo (e critico cinematografico/letterario anche peggio) mica perché ci crede, semplicemente perché glielo hanno /commissionato/, il suo ruolo è quello di fare PROPAGANDA, perché non posso credere che ci crede veramente a quello che ha scritto, con uno stile "un tanto al chilo" tra l'altro quindi: rant! "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net> writes: [...]
Indipendentemente dal contenuto, fa un po' ridere un giornalista che invece di postare il link a un suo articolo leggibile SENZA paywall:
https://www.repubblica.it/moda-e-beauty/d/opinioni/2024/10/01/news/massimo_g...
esilarante: l'opinione di Giannini è nella categoria "moda e beauty"! :-D [...]
L'idea che la dimensione sociale del lavoro non sia sostituibile, meglio, da famiglia, amici, volontariato... fa PAURA.
se ci pensi meglio, Marco, è l'opposto: è ESATTAMENTE l'idea che SIA sostituibile che fa una paura fottutissima a quelli che hanno /commissionato/ a Giannini un simile pezzo, volto solo e soltanto a tentare DISPERATAMENTE di convincere le persone che il lavoro ALIENATO non è poi così male, perché ci rende ANIMALI sociali, mentre invece stare coi /propri/ cari e occuparsi delle /proprie/ passioni (anche in modo organizzato, cooperativo direi) è _pericoloso_ (per loro) perché ci rende più... umani solo uno squilibrato non si rende conto che il lavoro da remoto, o meglio lavoro come e dove scegli tu, libera le persone almeno da una _parte_ dell'alienazione legata alle modalità di svolgimento del lavoro _stipendiato_ [1] e PER QUESTO è MOLTO più _efficace_ (alcune esperienze dirette raccontate in questo thread sono _comuni_, basta saper _guardare_ attorno a noi con onestà inetellettuale) tutto questo mette in seria crisi la narrazione PADRONALE che vuole che per lavorare bene occorre stare tutti stipati in /posti di lavoro/ scelti dal /padrone/ con criteri (logistici, strutturali, ecc.) discutibili, con strutture più o meno simili ad /allevamenti/ (in fila per tre, cit.) e dove per entrare e uscire occorre timbrare il cartellino ...hai voglia a cercare di convincere coloro che NON POSSONO lavorare in remoto che sono /fortunati/ perché per svolgere il loro lavoro (anzi per avere un reddito) sono _costretti_ a lavorare /in presenza/... magari facendo i /turnisti/ come alcuni operai in fabbrica o medici in ospedale (con turni di 12 ore, sai che socialità!) :-O ovviamente sul tema lavoro (e differenza tra lavoro alienato e non) ci sarebbero da dire e /fare/ un sacco di cose serie, mica sbraitare come sto facendo io su qualcosa che meriterebbe solo di essere ignorato (ovvero l'articolo di Giannini) [...] Saluti, 380° [1] l'unica forma di lavoro stipendiato mai esistita è quella del lavoro ALIENATO, perché anche lavare e stirare i /propri/ panni, rassettare la /propria/ casa e prendersi cura dei /propri/ cari è Lavoro (con la L maiuscola)... ma non produce REDDITO. -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.