On February 6, 2021 9:59:52 AM UTC, Filippo Barbera wrote:
Giacomo, però quel che dici dipende dal problema della selezione della classe politica,
No Filippo: dipende dall'idea stessa di "classe politica". Una versione "borghese" (money-washed? :-D) di aristocrazia. Ma una aristocrazia che grida allo scandalo quando gli viene sottratto il giocattolo che hanno rotto litigando da "tecnocrati" compassati, proprio a causa della loro PALESE incapacità.
dalla crisi dell'intermediazione politica e dei partiti,
Appunto, un problema informatico! :-D "We can solve any problem by introducing an extra level of indirection" ...except for the problem of too many levels of indirection. Ma non si tratta solo di un problema di architettura cibernetica. E' anche un problema di scheduling, troppo "vischioso".
non è un tema che si risolve con il richiamo al sapere...
Al contrario! E' proprio il richiamo al Sapere che manca in questo Paese DA DECENNI!!! Al Sapere però, NON ai sapienti. NON alla "classe politica" o alla "classe dirigente" che CREDE di essere più adatta a governare del resto della popolazione solo perché CREDE di saper fare somme e sottrazioni (di flussi di denaro). Un Parlamento in cui siedono più economisti che contadini NON è un Parlamento democratico, quale che sia il processo di voto dei Parlamentari. E chi lo giustica non si rende conto della propria volgare arroganza: spera di poter rappresentare una popolazione che disprezza.
ma al modo in cui la società e la politica (e lo stato) sono o non sono collegate.
Un governo di filosofi può essere democratico solo se TUTTI sono filosofi, anche i contadini, gli operai, le commesse... Altrimenti diventa INEVITABILMENTE una oligarchia (oggi una plutocrazia) o una oclocrazia. Per questo in una democrazia la Scuola è più importante del Parlamento. Lo è davvero! Perché permette al contadino di discutere di informatica con il medico alla pari, in un Parlamento che rappresenta DAVVERO il popolo, non solo "a parole". E per questo informatica e storia dovrebbero essere i pilastri fondamentali dell'educazione in una democrazia cibernetica. Giacomo