On Tue, May 21, 2019 17:04:35 PM +0200, Niccolò Caranti wrote:
Partendo dall'idea che il problema di fondo dietro alla disinformazione sia il modello di business di internet ho provato a immaginare Facebook come una no profit (un po' come Wikipedia): [1]https://www.balcanicaucaso.org/Progetti/ESVEI/Notizie-Esvei/E-se-Facebook-fo... Sono gradite ovviamente anche le critiche :)
tema importantissimo ma ho i secondi contati, quindi per ora rispondo al volo senza pensarci troppo, ma sono a disposizione per lavorarci seriamente: 1) pure ICANN è una non-profit, eppure proprio oggi ha dato il dominio .amazon a Bezos, anzichè agli abitanti dell'Amazzonia. 2) sul prendere wikipedia a modello, vedi qui: http://stop.zona-m.net/2018/04/no-its-not-time-for-mark-zuckerberg-to-give-u... (e in generale, nella categoria facebook trovi parecchi altri post rilevanti: http://stop.zona-m.net/tag/facebook 3) se la governance prende una piega che non piace, il singolo utente medio non può farci proprio niente. Che fa, impara a programmare per fare un fork su cui poi è l'unico utente? E poi? 4) a fine articolo c'è la domanda: Quali sono gli aspetti tecnici e legali che dovrebbero essere affrontati per rendere realistico un panorama più plurale dei social media... Aspetti tecnici: questo, e poi non serve quasi nient'altro: http://stop.zona-m.net/2018/08/the-only-thing-to-regulate-in-facebook-google... Aspetti legali: la possibilità di fare quanto sopra, interoperabilità completa, vedi: http://stop.zona-m.net/2019/04/breaking-up-facebook-einstein-would-not-be-ha... HTH, Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you