On 30/03/2020, diego di caro via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
Aumentare l'efficienza del tracing equivale ad aumentare l'efficienza dei tamponi,
Salve Diego, ammesso che questa affermazione fosse vera, se si dispone di un centesimo (un millesimo?) dei tamponi necessari, l'aumento di efficienza nella identificazione dei contatti risulta totalmente irrilevante. Ad oggi (in Piemonte), NON si effettua un tampone ad un paziente con TUTTI i sintomi del coronavirus (inclusa polmonite, febbre e diarrea) se satura sopra i 90 ed il medico di famiglia non ha già escluso tutte le altre ipotesi diagnostiche. Io trovo piuttosto ridicolo discutere di sorveglianza di massa come soluzione, quando siamo così lontani dalla frontiera efficiente. Quando avremo qualche milione di test OLTRE quelli necessari a verificare periodicamente tutti i medici, gli infermieri, gli OS etc... quando saremo in grado di testare tutti i contatti DICHIARATI dai malati (spesso decine per ogni malato), allora potremmo ragionare se l'incremento di efficacia prodotto da questi strumenti ne giustifichi i rischi. E la risposta, a quel punto, sarà probabilmente "No", perché se testi ricorsivamente (e periodicamente) tutti i contatti dichiarati da ciascun paziente positivo al tampone, in 28 giorni circoscrivi precisamente l'epidemia (in particolare se si considera la ridotta mobilità attuale).
oramai è abbastanza chiaro a tutti che si tratta dell'unica soluzione per il controllo di un virus in gan parte asintomatico.
Non so con chi hai parlato tu, ma TUTTI i medici con cui ho parlato io (ospedalieri e non, seppure tutti in Piemonte), la ritengono invece (per usare il termine preponderante) una stronzata. Servono test rapidi. Servono mascherine FFP3. Servono dispositivi per la ventilazione assistita. Servono posti letto. Tutto il resto è fumo negli occhi. Giacomo