Caro Paolo, a me pare che tutta la discussione verta sull'uso del termine "sovversivo" e sulle diverse definizioni che ognuno ne dà. La mia esperienza nel trattare con rappresentanti del Governo della RPC (per continuare l'esempio) è che coloro che vogliono accedere a contenuti censurati dal governo sono, di fatto, "sovversivi" in quanto violano la "legge" (che è piuttosto elastica, giungendo sino alle pratiche e decisioni alquanto arbitrarie della sezione locale del PCC). Il discorso di Morozov a mio parere ha una logica alquanto stringente laddove lo si applichi a paesi, appunto, come la RPC e altri, dove il semplice atto di voler accedere ad informazioni che il governo ritiene "inadatte" costituisce un atto di "sovversione". Per altro, se vogliamo giocare di logica, tu sostieni di non essere un "sovversivo" per le autorità, ma dovremmo chiedere alle autorità se sono d'accordo con te. :) Direi comunque che il punto centrale da tenere a mente è che le tecnologie di aggiramento della censura siano poco usate e ragionare sul perché. Ciao, Andrea