Il giorno 7 marzo 2018 13:33, Edoardo Montenegro < edoardo.montenegro@gmail.com> ha scritto:
E la soluzione democratica non può essere tecnica, perché gli istinti della tecnica, se completamente liberati, prescindono dagli individui e dalla polis (il positivismo sfociò di fatto nella Prima Guerra Mondiale). La soluzione, quindi, è in primo luogo politica, ma chi avrà la forza di produrla?
Cosa sono esattamente gli "istinti della tecnica"? :-D L'innovazione tecnologica è *sempre *azione Politica. Forse la più *potente* in assoluto: dalla caccia all'allevamento, dal bronzo al ferro, dalla ruota alla vela, dalla scrittura alla stampa, dalle comunicazioni radiofoniche alla televisione, dal computer alla rete... e oltre. E la tecnologia non è forse oggetto della Politica? E non è strumento della Politica? Qualunque soluzione politica ad un problema tecnologico che prescinda dalla profonda comprensione del problema sarà inefficace se non addirittura controproducente. E sempre ridicola. Così una soluzione tecnica che ignori le conseguenze politiche, creerà problemi ancora più grossi ma differiti nel tempo. D'altro canto, la soluzione efficace ad un problema urbanistico può prescindere da essere sia politica che urbanistica? Perché con la tecnologia dovrebbe essere diverso? Giacomo