Salve 380, credo di aver abbastanza chiara la differenza fra - creazione di opere derivate (come sono i "modelli AI" di cui parliamo) - distribuzione di opere derivate (come sono, transitivamente, gli output di tali software) - ridistribuzione di opere originali o loro parti Creative Commons in effetti confonde i due temi, confrontando Google Books (che distribuisce verbatim, parti di testi coperti da copyright) con i "modelli AI" che "imparano" dalle opere protette (ROTFL!!!). Non mi sembra di aver fatto lo stesso errore, ma se qualcosa che ho scritto ti sembra evidenziare ignoranza giuridica in merito, ti sarei grato se volessi chiarire quale passaggio esattamente ti ha dato questa impressione e possibilmente qualche riferimento per colmare la lacuna in questione. A presto! Giacomo Il 29 Febbraio 2024 12:09:10 CET, "380°" <g380@biscuolo.net> ha scritto:
Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
[...]
https://creativecommons.org/2023/02/17/fair-use-training-generative-ai/
Sono avvocati, mica informatici. :-)
[...]
L'ignoranza informatica diffusa è talmente profonda che nemmeno rischiano di perdere la faccia!
Anche l'ignoranza del diritto, in questo caso d'autore, è così diffusa e profonda, anche tra gli informatici, che c'è estrema confusione tra distribuzione di opere dell'ingengo ottenute tramite (ri)elaborazione (ovviamente locale) di testi, sui quali negli USA esiste la disciplina del "fair use" (in EU siamo più arzigogolati), e _redistribuzione_ dei testi orignali (che sai benissimo sono tutelati _esattamente_ NELLA loro forma originale).
Se vuoi contestare agli avvocati di Creative Commons ignoranza informatica fai pure, ma non mi pare sia la strata migliore per contestare i loro giudizi; lasciatelo dire da un informatico che ha dovuto molto precocemente fare i conti con la propria ingnoranza nel diritto d'autore.
[...]
Saluti, 380°