Grazie della puntualizzazione. In quella frase mi sono espresso male. L'unica cosa che accomuna Marconi agli altri citati (loro sì costretti ad emigrare perchè di famiglia ebrea) è lo status di emigrato, nulla più. Antonio On Thu, Feb 11, 2021 at 9:36 AM J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:
Commento puntuale ma doveroso, ancor prima di terminare la lettura della lettera aperta: Guglielmo Marconi non è stato affatto costretto ad emigrare a causa delle leggi razziali, anzi, al contrario ha goduto ampiamente di favori da parte del regime fascista.
Vedere, per es., https://st.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-11-15/quando-marconi-discriminav...
jc
On 11/02/21 09:30, Antonio Iacono wrote:
Caro Riccardo Luna,
sono un assiduo ascoltatore della tua rubrica "100 secondi di tecnologia" per un semplice motivo, alle 13,58, quando viene trasmessa su RDS io sono davanti ai cancelli della scuola dei miei figli. Già, la radio, non il podcast, il DAB o la moda del momento, il "clubhouse", no, la più vecchia tecnologia ancora in uso, più o meno come l'aveva inventata Guglielmo Marconi. E Marconi è stato un emigrato "eccellente" e, come lui, Emilio Segre, Bruno Rossi, Franco Modigliani, e tantissimi altri scienziati e accademici costretti a lasciare l'Italia a causa delle leggi razziali. La stupidità e l'autolesionismo di un regime ha cacciato l'eccellenza (e ha fatto la fortuna degli Stati Uniti). Ma torniamo ad oggi.
Nei "100 secondi" di ieri: "Storia di Aghi che ci ha lasciato e ha vinto", la frase clou su cui ruota tutto il discorso è "lascio l'Italia, qui non mi capite". Bene, invece dell'ennesima, trita, riedizione del "nemo propheta in patria", quello che vorrei tentare di fare è capire cosa, il "tizio", ha proposto e cosa non abbiamo capito. In quel voi, evidentemente, ci siamo tutti gli italiani. Non abbiamo capito il "valore" della sua idea, ok. Ma la valutazione è l'attività umana più difficile in assoluto. Gli esempi di persone che non hanno "capito" o "valutato positivamente" il lavoro altrui si sprecano, e non solo nella tecnologia. Ha fatto discutere per anni i letterati il rifiuto di Elio Vittorini di pubblicare il "Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa o il "Dottor Zivago" di Boris Pasternak.
No, non è neanche una questione di soldi. Visto il fallimento della maggior parte delle "idee tecnologiche" finanziate con le "politiche di coesione". E, allora, caro Luna, cos'è che non abbiamo capito? Se poi, intendevi dire, che i quattro spiccioli che lo Stato e l'UE mette a disposizione sono nulla rispetto ai trilioni di Peter Thiel è un altro discorso. Ma la visione del futuro e della società che ha in mente Thiel non è la mia.
Grazie.
Antonio Iacono _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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