In preprint c'è anche il caso di Vo'. Come è noto, la comunità è stata chiusa e sottoposta a tampone due volte. <https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.04.17.20053157v1> Notably, 43.2% (95% CI 32.2-54.7%) of the confirmed SARS-CoV-2 infections detected across the two surveys were asymptomatic. Ho l'onore di essere incluso come dato anonimo negli allegati, per fortuna tra i negativi :-) Alberto On 24/04/2020 14:47, Enrico Nardelli wrote:
Grazie Rob,
considerando i dati recentemente misurati nella Contea di Los Angeles (https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-usa-serology-idUSKBN22...) che stimano i contagiati asintomatici in circa 40 volte di più di quelli che si pensasse mi fanno capire che... c'è ancora molto da capire.
Inoltre, non sono un epidemiologo quindi spero di non dire bestialità, ma se i contagiati sono 40 volte di più la mortalità non dovrebbe essere quaranta volte di meno?
È una notizia giornalistica, questa della Reuters, quindi va presa "cum grano salis", ma - appunto - l'evidenza scientifica che abbiamo è così esile che dovrebbe indurre tutti alla cautela.
Insomma, la fretta nello spingere sul tracciamento digitale mi sa tanto, nel migliore dei casi, di placebo che il politico vuole dare alla cittadinanza per far vedere che "si sta facendo qualcosa" (ne parlavo qua https://link-and-think.blogspot.com/2020/04/la-lotta-per-la-privacy-e-lotta-...), e, nel peggiore dei casi, di giustificazione per l'introduzione della sorveglianza di massa.
Ciao, Enrico
Il 24/04/2020 13:35, Roberto Dolci ha scritto:
Buongiorno Enrico,
Esattamente: sia un asintomatico, sia un subclinico, sia un guarito/immunizzato NON sanno (in buona fede ovviamente) di aver trasmesso il virus a Bob ed ovviamente non hanno motivo di chiedere un tampone. (Per inciso, sull'affidabilita' dei tamponi e falsi positivi c'e' letteratura disponibile ma non e' questo il momento)
Se pensiamo alla catena di trasmissione:
1. Alice 2. Asintomatico (o sub o guarito) 3. Bob
E Bob si ammala ma non ha visibilita' del #2, e nemmeno del #1, il contact tracing da app e' inutile ed il suo contagio verra' ERRONEAMENTE attribuito ad una delle altre cause possibili (contatto superficie, etc.) L'errata attribuzione poi, a valore aggregato, dara' problemi negli studi epidemiologici. Buona giornata Roberto
-----Original Message----- From: Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> Sent: Friday, April 24, 2020 2:59 AM To: Roberto Dolci <rob.dolci@aizoon.us>; Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net>; Center Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] una domanda alla comunità Nexa
Grazie Roberto,
immagino che tu voglia dire che un paziente asintomatico non va a farsi controllare e quindi non scopri che è portatore del virus, non che se è asintomatico un tampone non riesce a rilevare il virus, giusto?
Ciao, Enrico
Il 23/04/2020 19:57, Roberto Dolci ha scritto:
In questo istante le pubblicazioni di carattere medico riportano percentuali veramente elevate (65-80% su due portaerei con ragazzi giovani, 43% sulla Diamond Princess con passeggeri piu' maturi e via dicendo in ambienti con minore contatto forzato) di "pazienti" asintomatici o subclinici.
Se pensiamo all'Alice del modello di tracciatura, se lei mi resta a/s per sempre, o anche solo per le 3-4 settimane che si riportano negli articoli, e' chiaro che perdo l'anello di congiunzione per la tracciatura. Specialmente, di Alici asintomatiche ce ne sono tante. Per quanto ne so ci sono lavori Bayesian Network Analysis in corso, ma non ho visto in giro una simulazione completa.
I casi di altre infezioni, con una percentuale inestitente o minima di a/s (Ebola), sono evidentemente piu' facili da modellare Ciao roberto
-----Original Message----- From: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> On Behalf Of Enrico Nardelli Sent: Thursday, April 23, 2020 1:38 PM To: Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net>; Center Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] una domanda alla comunità Nexa
Grazie Alberto per i riferimenti. Però il primo descrive uno schema di tracciamento dei contatti (in effetti con parecchio anticipo rispetto ai tempi odierni) ma non risponde alla mia domanda. Il secondo è in'indagine sperimentale sull'accettabilità di un meccanismo di tal genere, ma il campione di una cinquantina di persone e dipendenti di un ospedale (dai medici agli inservienti) non è un gran che per trarre conclusioni generali.
Ritorno sul punto della evidenza teorica che chiedevo. Con questo non intendo la descrizione del meccanismo, quanto un modello di simulazione che, sulla base di ipotesi ragionevoli e fondate almeno su dati storici o casi analoghi (sulle cui ragionevolezza poi, come per tutti i modelli, si può ampiamente discutere) definisca sotto quali condizioni si possa raggiungere una determinata efficacia.
Ciao, Enrico
Il 23/04/2020 10:44, Alberto Cammozzo ha scritto:
Credo che il primo esempio (per tracciare il contagio da HIV) pubblicato sia questo:
Stodolsky, D. S. (1997). Automation of Contagion Vigilance. Methods of Information in Medicine, 36(3), 220-232. <https://sites.google.com/a/secureid.net/dss/automation-of-contagion- v igilance>
La cui (non) adozione è poi stata commenta qui:
Stodolsky, D. S., and C. N. Zaharia (2010). "Acceptance of Virus Radar." <http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.488.5677&re p =rep1&type=pdf>
Un saluto,
Alberto
On 23/04/2020 09:01, Enrico Nardelli wrote:
Esistono articoli scientifici referati che documentino l'evidenza sperimentale (o anche teorica) dell'efficacia di un'app per il tracciamento digitale dei contatti descrivendo anche le misure organizzative sociali adottate?
Avere le informazioni di cui alla seconda parte della domanda è fondamentale, dal momento che ciò che si può fare in una società orwelliana è ben diverso da ciò che si ritiene accettabile in una società democratica (secondo gli standard occidentali).
Grazie!
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