......eccellente iniziativa! ;-) Gb -----Messaggio originale----- Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di MgpF Inviato: venerdì 25 gennaio 2013 12.49 A: NEXA List Oggetto: [nexa] Lettera aperta a Skype: Spieghi se sono sicure le conversazioni degli utenti Sperando di fare cosa gradita, inoltro anche qui il Comunicato Stampa di di Hermes - Centro per la Trasparenza e i Diritti Digitali in Rete, firmatario della lettera aperta. Un caro saluto. MgpF --- Lettera aperta a Skype: Spieghi se sono sicure le conversazioni degli utenti Anche un gruppo di italiani dietro la lettera inviata ieri da associazioni e attivisti per chiedere a Skype maggior trasparenza sul modo in cui utilizza i dati degli utenti. Una vasta rete internazionale di organizzazioni per la privacy e di programmatori scrive a Skype e a Microsoft per sapere quali dati degli utenti sono passati a governi e altre parti. Tra i firmatari anche litaliano Hermes - Centro per la Trasparenza e i Diritti Digitali in Rete. MILANO, 25 Gennaio 2013 - Quanto sono sicure le conversazioni su Skype? Se lo chiedono un gruppo di organizzazioni internazionali a tutela della privacy e dei diritti digitali, programmatori, giornalisti e attivisti internet in una lettera aperta inviata ieri al fornitore di servizi VoIP e a Microsoft, che ha acquisito il noto software nellottobre 2011. Molti utenti tra cui dissidenti in Paesi autoritari, giornalisti che devono comunicare con le proprie fonti, ma anche persone che debbano trattare questioni private di lavoro o famiglia - utilizzano Skype per scambiarsi informazioni delicate o confidenziali, contando anche sullutilizzo della crittografia da parte del software. Una fiducia che si scontra con dichiarazioni confuse e ambigue sulla effettiva confidenzialità delle conversazioni Skype, e in particolare sulla possibilità di accesso che governi e altri soggetti avrebbero nei confronti delle comunicazioni e dei dati degli utenti del software VoIp. È dunque venuto il momento per Microsoft scrivono le associazioni e gli attivisti nella lettera aperta di documentare pubblicamente le sue pratiche di sicurezza e di privacy relative a Skype. Chiediamo a Skype - conclude la lettera - di rilasciare un Rapporto sulla Trasparenza aggiornato regolarmente che includa: 1) Dati sulla cessione di informazioni sugli utenti Skype ad altre parti, disaggregati per Paese, incluso il numero di richieste inoltrate dai governi, il tipo di richiesta, il numero di richieste soddisfatte e le motivazioni con cui altre invece sono state respinte 2) Dettagli specifici di tutti i dati utente raccolti da Microsoft e Skype, e delle modalità con cui sono conservati 3) Quali dati utente almeno a conoscenza di Skype altri soggetti, tra cui fornitori di rete o criminali informatici, possono essere in grado di intercettare o conservare 4) Documentazione sulla relazione tra Skype e TOM Online in Cina e altre parti autorizzate a usare la tecnologia Skype, tra cui le capacità di sorveglianza e censura a cui gli utenti possono essere soggetti nel momento in cui utilizzano queste alternative 5) Linterpretazione di Skype delle proprie responsabilità in relazione al Communications Assistance for Law Enforcement Act (CALEA); le sue politiche legate alla divulgazione dei metadati delle chiamate in risposta a mandati di comparizione e a National Security Letters (NSLs), e più in generale le politiche e le linee guida per i dipendenti quando Skype riceve e risponde a richieste sui dati degli utenti da parte di agenzie investigative e di intelligence negli Stati Uniti e altrove. Chiedere dichiarazioni chiare su come vengono gestiti e conservati i dati è il primo passo per riflettere sulle garanzie che rischiamo di perdere nel momento in cui ci affidiamo alle leggi di un altro Stato o ai termini di servizio di unazienda, dichiara Claudio Agosti, presidente di Hermes Centro per la Trasparenza e i Diritti Digitali in Rete. Nonostante la natura gratuita del servizio spesso sia un incentivo più che sufficiente all'uso, dobbiamo ricordare che le nostre conversazioni, per definizione confidenziali, nel caso di queste reti non sono vincolate alle leggi europee sulla privacy e nemmeno alle nostre leggi statali, che siamo abituati a usare come riferimento. In ogni caso, anche nella peggiore delle ipotesi, cioè di fronte a una risposta non soddisfacente di Microsoft, disponiamo di due contromisure: una legale e l'altra tecnologica. Quella legale consiste nel richiedere la portabilità dell'identità digitale, un passaggio analogo a quello avvenuto nelle telecomunicazioni, che consentirebbe a un utente di cambiare operatore mantenendo inalterata la propria rete di contatti. Quella tecnologica consiste nel diffondere software che consentano di proteggere le chiamate e le chat su Skype da eventuali tentativi di raccoglierne i dati. Tra le decine di firmatari della lettera aperta, oltre allitaliana Hermes, ci sono organizzazioni come la Electronic Frontier Foundation, Reporter Senza Frontiere, Open Media, Telecomix, Digital Rights Foundation. La lettera aperta a Skype: http://www.skypeopenletter.com Informazioni su Hermes: Hermes Centro per la Trasparenza e i Diritti Digitali in Rete sviluppa tecnologie per la libertà e la trasparenza. La sua missione è di promuovere nella società consapevolezza e attenzione sui temi della trasparenza e della responsabilità dei governi nei confronti dei cittadini. Tra i progetti sviluppati da Hermes cè anche GlobaLeaks, una piattaforma decentralizzata e open source per il whistleblowing. http://www.logioshermes.org/ Contatti: tel. +39-02-87186005 press@logioshermes.org -- http://mgpf.it (0xF3B6BC10) _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa -- This message has been scanned for viruses and dangerous content by MailScanner, and is believed to be clean. -- This message has been scanned for viruses and dangerous content by MailScanner, and is believed to be clean.