Sante parole Giuseppe!
La via penale costa poco agli "attori"; fa rumore; raramente concede contraddittorio, chè i processi non si fanno mai e restano delle inutili, sommarie e dannose ordinanze cautelari che vagano come mine nel cyberspazio italiano...
Adesso avremo anche i provvedimenti transgender di AGCOM...
Saluti dalla California (ma in vacanza con la famiglia...)
C.

Inviato da iPad2


Il giorno 12/ago/2013, alle ore 04:08, Giuseppe Mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:

Ciao Giancarlo,

mi associo alla tua richiesta, e ti ringrazio per averla inviata alla lista.
Forse ormai ci siamo abituati, e ciò la dice lunga sullo stato delle nostre leggi e della nostra giurisprudenza, ma trovo assurdo che per le violazioni del diritto d'autore in Italia si possa/debba agire ancora con lo strumento del sequestro penale, privo di per sé di quelle garanzie e della profondità analitica dei procedimenti civili, che in Italia non sono di fatto utilizzati in questa materia. Il diritto d'autore fino a prova contraria è un diritto soggettivo, e dovrebbe trovare adeguata tutela presso i tribunali civili. In Italia siamo al paradosso: tra qualche tempo potremmo avere procedimenti penali e amministrativi a tutela del diritto d'autore (se passa il regolamento AGCOM), ma non quelli civilistici... è una grave anomalia che tanto il legislatore tanto gli operatori del diritto non hanno saputo o voluto correggere nell'ultimo decennio, relegando l'Italia in una situazione di arretratezza economica e culturale oggi difficilmente recuperabile. Sentenze e ordinanze penali a parte, ad oggi non abbiamo una giurisprudenza (case law) degna di questo nome e non abbiamo sviluppato concetti e interpretazioni in grado di far capire a autori, produttori, intermediari on-line, investitori, consumatori, utenti cosa sia lecito e cosa - invece - no. C'è una polarizzazione del dibattito, e un manicheismo delle posizioni, che rende il dibattito drammaticamente improduttivo (e isolato dal resto dell'Europa e del mondo).

Non sono a favore della criminalizzazione degli illeciti in questa materia; mi piacerebbe però avere una giustizia moderna ed efficiente, che incoraggi investimenti qualificati e qualificanti.

Curioso di sapere il parere degli altri in lista.
Un caro saluto, più modestamente, dalle Marche :)

Giuseppe





Il giorno 12 agosto 2013 11:26, GC F <gcfrosio@gmail.com> ha scritto:

Non so se sia gia' girata in lista, mi pare di no e in rete non riesco a trovarla, ma qualcuno potrebbe girarmi una copia della decisione rojadirecta del Tribunale di Milano. Vorrei scrivere della vicenda per il blog del CIS di Stanford Law, dove da pochi giorni ho cominciato una residential fellowship, occupandomi in particolare di intermediary liability.

La questione suscita parecchio interesse qui anche perche', tra l'altro, proprio Mark Lemley di Stanford aveva difeso Rojadirecta nella causa statunitense.

Ogni aiuto sarebbe apprezzatissimo. Penso soprattutto a Fulvio che si occupa direttamente della vicenda. Magari, potrei anche includere un commento dei diretti interessati sullo stato del riesame.

Vorrei preparare il post entro la fine della settimana.

Un saluto dalla California,

Giancarlo

 


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