Il 27/01/2011 18:13, M. Fioretti ha scritto:
Hai fatto benissimo a mettere in chiaro che è solo degli artisti che dovremmo preoccuparci, io HO sbagliato a parlare di major anzichè esplicitamente e solamente di artisti. Ma a parte questo, che differenza fa questa doverosa correzione su tutto il resto che ho detto io in questo thread? Io non ne vedo nessuna.
Cambia tutto: si inquadra la reale portata degli studi e non gli si attribuisce un signficato che non hanno; si capiscono inoltre i veri motivi della guerra allo sharing (che non sono la difesa degli artisti e della creatività). Inoltre si fa la fondamentale distinzione fra quanto guadagnano gli artisti e quanto guadagnano le major in un mondo in cui la violazione del copyright è estesa, sistematica e continuativa; constatando che all'aumentare delle violazioni, negli ultimi 11 anni, gli artisti guadagnano di più (e se hai dubbi pure sulla matematica non so che farci) si crea una correlazione che, con altri indici, non si può non considerare causale fra pirateria non commerciale e benessere economico degli artisti. Si chiarisce inoltre la distinzione netta, che è indispensabile nonostante o proprio a causa dei tentativi di confondere le due cose, fra mercato della musica e mercato delle major.
Voglio dire, se prendi tutto quello che ho scritto finora nel thread e sostituisci "major" con "artisti", che cambia? Se QUELLE mie obiezioni erano giuste lo erano anche prima e se erano sbagliate lo erano anche prima.
C'è una differenza enorme nello spendere a favore di un artista e nello spendere a favore di una major, come ho mostrato in precedenza. Repetita iuvant, il mercato della musica non coincide con il mercato delle major. Quindi non necessariamente cambiando "major" con "artisti" il ragionamento rimane identico.
Che lo sharing molto spesso fa bene a chi FA "performing arts"e/o che come minimo non gli faccia alcun danno, d'accordo. Ma da lì a dire che la maggioranza dei pirati sono anche ottimi CLIENTI degli artisti c'è un abisso.
Beh, gli studi dicono qualcosina di più...
Ergo, per quanto mi riguarda continuerò a NON usare questo particolare argomento.
Mi sembra l'ennesima constatazione di mancanza di cultura scientifica in Italia a favore dell'irrazionalità, del buon senso e delle "impressioni personali", che portano ad idee che non si cambiano nemmeno di fronte all'evidenza scientifica, ma come dicevo la varietà e la molteplicità possono essere una forza e magari il non usare questo argomento può avere buoni effetti (in Italia credo che l'irrazionalità vinca spesso sull'evidenza scientifica). Se poi io o te ci sbagliamo, poco male, lo sharing non si fermerà certo per questo. :D Ciao, Paolo