Magari per non-giuristi/non-filosofi possono aiutare due parole sul contesto che rende la questione "copyright: diritto naturale?" non oscura, oscurissima.

Il diritto naturale si contrappone, in linea di principio, al diritto positivo.

Il diritto naturale, come dice Paolo, è il diritto che esiste (anzi: pre-esiste) al diritto. E' un diritto universale comune a tutti gli uomini, che sono tenuti a obbedire alle regole del diritto naturale in quanto giuste. Il diritto naturale è diritto giusto perché è conforme alla morale. Esempio di diritto naturale: il diritto alla vita.

Il diritto positivo è il diritto che c'è in quanto è stato creato dagli uomini riuniti in una società che ha delegato la formazione di norme a uno o più legislatori. Esempi di regole positive: l'articolo del c.p. che vieta l'omicidio; una qualsiasi ordinanza del sindaco.

Semplificando orrendamente: la scuola filosofica giuspositivista afferma la necessità di obbedire alle norme positive semplicemente in quanto norme. La scuole giusnaturalista ammette l'esistenza del diritto solo nella misura in cui è conforme al diritto naturale e quindi alla morale: la norma che non è conforme alla morale non è giusta, quindi non è norma e quindi non merita obbedienza, anzi: merita disobbedienza (vedere Norimberga). 

Due semplici e belle monografie che illustrano questa contrapposizione e le sue mille sfumature sono "Manuale di Filosofia del Diritto" di Mauro Barberis (2011) e "Introduzione all'analisi del diritto" di Carlos Nino (1996), entrambe uscite per Giapichelli.

*****

Chiedere se il copyright è un diritto naturale equivale a chiedere se il copyright è conforme a morale.

La risposta credo sia no, ma non perché non è enforceable o per le lobby che lo sostengono o per ragioni economiche. 

Il copyright non è un diritto naturale perché il diritto naturale probabilmente non esiste. Il diritto naturale è una categoria che presuppone l'esistenza di un unico sistema di valori uguali per tutti, di un'unica morale che fonda e pre-esiste al diritto. La categoria di diritto naturale nega ogni relativismo, è un'idea un po' cattolica che non tiene conto del fatto che esistono tante morali quante sono le collettività (e, in una società complessa, quante sono le collettività all'interno delle collettività).

Che ci siano persone che ritengono il copyright essenziale (o addirittura "naturale"), che ce ne siano altre che lo considerano il male assoluto e altre ancora che stanno a discutere su come qualificarlo è la migliore dimostrazione che tanto il copyright quanto la stragrande maggioranza dei nostri strumenti giuridici sono solo il frutto del nostro tempo e del nostro spazio. Non sono "giusti" o "naturali". Sono. E possono essere cambiati.

Buonanotte,

Alberto

PS: sempre su Locke, invece, consiglio questo Philosophy of Intellectual Property di Justin Hughes, un professore della Cardozo che ora credo sia anche uno dei rappresentanti degli US alla WIPO.


Il giorno 13 febbraio 2012 23:17, Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> ha scritto:
I diritti naturali sono quei diritti universali, inalienabili e indipendenti da qualsiasi impianto legislativo, in accordo con quanto dichiarato dai filosofi citati.

Il copyright nasce come forma di censura, poi diventa concessione/privilegio di sfruttamento in regime di monopolio, con la scusa che il danno alla collettività e al mercato introdotto da un monopolio artificiale sia come minimo compensato dal progresso delle arti e della scienza. Il presunto obiettivo primario del copyright (e altre forme di monopolio intellettuale) è il beneficio della collettività.

In questo senso il copyright è oggi una RESTRIZIONE dei diritti naturali, tanto per fare un esempio del diritto alla proprietà (es. se acquisto certi e-book, software, musica ecc. in formato digitale ho una restrizione a tale diritto in quanto non sono libero di rivenderlo, fruirlo con modalità diverse, modificarlo, prestarlo, copiarlo su periferiche diverse ecc.).

La restrizione dei diritti naturali era praticabile ed imponibile in un regime di scarsità artificiale. Tale regime non esiste più. In particolare, oggi il copyright nell'ambiente digitale si deve scontrare con il paradosso del copyright sui numeri naturali. Siccome ogni opera digitalizzata è un numero naturale (un intero positivo), limitare o proibire la copia di tale numero naturale e di tutti i numeri naturali da esso derivati tramite qualsiasi algoritmo (per es. il numero che si ottiene rippando un DVD e codificandolo in XviD) implica ampliare il copyright ai numeri naturali. Oltre tutto, la copia di un numero naturale per quanto "grande" attualmente ha costo quasi-zero.

Leggendo anche le opere citate nella discussione, la mia personalissima opinione è che sostenere il copyright (sottolineo copyright, non diritto di attribuzione paternità dell'opera) sia niente di più che il canto del cigno di nostalgici della scarsità artificiale, aizzati da una potente lobby che ha tutto da guadagnare, in termini economici, dal protrarre il più a lungo possibile la guerra contro la libertà di accesso alle informazioni: quella degli avvocati specializzati in "proprietà intellettuale".

L'enforcement del copyright è ormai fallito da oltre un decennio. Attualmente le violazioni del copyright quotidiane si possono contare a centinaia di milioni (letteralmente, nell'arco di 24 ore) e non esiste nessuna soluzione tecnica nemmeno lontanamente praticabile che sia realistica (inclusa la "chiusura" di Internet). Questo mi fa pensare che, diritto naturale o meno, è arduo discutere di copyright senza tenere conto che in ogni caso non è più possibile, proprio tecnicamente, far rispettare questo monopolio artificiale.

Ciao,
Paolo


Il 13/02/2012 22:07, a.dicorinto@uniroma1.it ha scritto:
Bene, grazie.
Un'ultima domanda. Se ho capito bene il copyright è un diritto naturale. Ma secondo quale dottrina? Vale in tutti gli ordinamenti giuridici? E se tu usi il virgolettato vuol dire che può essere interpretato?
Grazie per i chiarimenti.

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“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore


-----Maurizio Borghi <Maurizio.Borghi@brunel.ac.uk> ha scritto: -----
Per: "a.dicorinto@uniroma1.it" <a.dicorinto@uniroma1.it>
Da: Maurizio Borghi <Maurizio.Borghi@brunel.ac.uk>
Data: 13/02/2012 08.32PM
Cc: "nexa@server-nexa.polito.it" <nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: RE: [nexa] Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?

La risposta è "sì". Ma questo non vuol dire che sia un diritto assoluto e illimitato. La più ovvia limitazione è costituita dal "diritto naturale" degli altri (e.g. diritto del pubblico a fruire dell'opera, diritto degli altri autori a utilizzare le idee espresse nell'opera, ecc.).

Grazie Juan Carlos per il bell'articolo di Costantini che non conoscevo.

________________________________________
From: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of a.dicorinto@uniroma1.it [a.dicorinto@uniroma1.it]
Sent: 13 February 2012 19:26
To: demartin@polito.it
Cc: nexa@server-nexa.polito.it
Subject: [nexa] Rif: Re:  L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?

Grazie a tutti e grazie a Maurizio per la sottolineatura.
La discussione è bella e utile, ma per me che non sono un giurista, ha dei tratti un poco oscuri.
La domanda mi pare che rimane "il copyright è un diritto naturale?". Non dico di rispondere si o no, ma mi aiutate con delle risposte semplici a capirlo?
grazie, a dopo.

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– John Gilmore

-----nexa-bounces@server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Da: "J.C. DE MARTIN"
Inviato da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>
Data: 13/02/2012 07.04PM
Oggetto: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?

Mi chiedo quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul copyright.
Sospetto non poco.

juan carlos

On 13/2/12 12:52 PM, J.C. DE MARTIN wrote:
E già che ci siamo, aggiungo che proprio quel "lineage" Grozio-Locke connota fortemente
i pellegrini puritani a inizio '600 e il loro approccio alla proprietà, come racconta Dino Costantini
qui: http://eprints.sifp.it/28/1/costantini.html.

Mi quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul copyright.
Sospetto non poco.

juan carlos

On 13/2/12 12:37 PM, Giancarlo Frosio wrote:

Assolutamente d'accordo. La fonte storica e teoretica della natura anti-monopolisitca del "diritto naturale" sta, tra l'altro, in questo passaggio di Locke: “[f]or this Labour being the unquestionable Property of the Labourer, no Man but he can have a right to what that is once joined to, at least where there is enough, and as good left in common for others” (John Locke, Two Treatise of Government § 27 (1690)). Il pensiero di Ugo Grozio poi è altra fonte sostanziale (Hugo Grotius, II De Iure Belli ac Pacis XII § 16 (1625)). Certo che poi quel che Crawford Macpherson ha chiamato “possessive individualism” ha colorato il giusnaturalismo di Locke, e in particolare di Hobbes, di tinte iper-proprietarie.



A presto,


Giancarlo
_________________________________
Giancarlo F. Frosio
Avvocato
LLM (Strathclyde), LLM (Duke)

Duke University School of Law
SJD Candidate & Visiting Instructor
giancarlo.frosio@law.duke.edu<mailto:giancarlo.frosio@law.duke.edu>

WIPO-Turin Law School
Master of Laws (LLM) in IP law
Assitant Director
LLMADir@itcilo.org<mailto:LLMADir@itcilo.org>


-----Original Message-----
From: nexa-bounces@server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of Maurizio Borghi
Sent: lunedì 13 febbraio 2012 08:31
To: nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?



Vedo spesso in questa lista riferimenti al "diritto naturale", quasi sempre nel senso di un presunto "peccato originale" del copyright... Vorrei però fare presente che "diritto naturale" non è affatto sinonimo di "copyright più forte" / "pubblico dominio più debole". Al contrario, il diritto naturale permette una definizione più ampia e rigorosa del pubblico dominio rispetto all'approccio strumentale / utilitarista. Consiglio a questo proposito la lettura di Hugh Breakey, "Natural Intellectual Property Rights and the Public Domain", The Modern Law Review, 73(2), 2010, pp.208-239 (per chi non ha accesso alla MLR tramite Westlaw o LexisNexis, posso inviare il pdf)



Un cordiale saluto



Maurizio Borghi



_______________________________________

Dr Maurizio Borghi

Law Lecturer

Brunel University London

Uxbridge, Middlesex

UB8 3PH



http://www.brunel.ac.uk/law/people/academic/maurizio-borghi

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Sent: 13 February 2012 13:34

To: nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>

Subject: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?



Ciao a tutti, tutte-

avevo dimenticato di segnalarvi un pezzo sul copyright (e Scotus e Pipa e Acta) per L'Espresso dove cito il lavoro di Marco Ricolfi e le interviste fatte a Philippe Agraine e Bruce Perens (che verranno pubblicate a latere successivamente).

PS: Caro Philippe, il tuo libro sarà recensito ad hoc.

a presto

Art

<http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-diritto-naturale/2173576#commenti>

Ma il copyright è un diritto naturale?

di Arturo Di Corinto



L'attuale legislazione a difesa del diritto d'autore è inadatta al nuovo contesto digitale



(08 febbraio 2012)



http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-diritto-naturale/2173576





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