On Sun, Dec 24, 2017 at 10:47:06AM +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
Sarei curioso di leggere una risposta bene argomentata a questo articolo...
Sono parecchio d'accordo con il contenuto dell'articolo, quindi *non* mi candido a contro-argomentare :-) Come piccolo aneddoto personale aggiungo che nell'ambito di Software Heritage abbiamo ricevuto parecchie richieste di integrazione con servizi che permettono di dichiarare prior art di documenti digitali senza disclosure, pubblicando fingerprint crittografici su blockchain (solitamente sidechain su bitcoin). Come osservato nell'articolo, tali approcci non aggiungano assolutamente nulla a pubblicare gli stessi fingerprint altrove, in "luoghi" digitali pubblici che ragionevolmente saranno più longevi di bitcoin. Come unica critica all'articolo trovo curioso che non discuta l'aspetto anonimato v. pseudonimato. La blockchain di bitcoin non è per nulla anonima, è solo pseudonima. In un mondo ipotetico nel quale tutte le transazioni avvengono su blockchain, deanonimizzare qualcuno è triviale. (Per evitarlo bisogna mettere in piedi uno scaffolding di multiplexer / demultiplexer di transazioni, aggiungendo complessità ed inefficienza.) Tutto questo non mi convince che sia *impossibile* trovare use case interessanti per le blockchain, come alcuni di quelli discussi in questo thread. Ma quelli che fino ad oggi hanno avuto un minimo di successo continuano a sembrarmi esempi di cargo cult sulla (bella) idea della blockchain che prodotti di cui si sentisse veramente bisogno. Buon anno a tutti! -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »