E alla Camera dei Deputati arrivano gli hacker anti-censura

Montecitorio ospita un raduno di attivisti digitali che mapperanno chi blocca siti online

carola frediani

“La Rete interpreta la censura come un danno e la aggira”. È ancora valida la famosa frase di John Gilmore, hacker e attivista per i diritti digitali? Allora era il 1993. Oggi, come internet, anche la censura online ha fatto molti passi avanti. Si integra con sistemi di sorveglianza del traffico. A volte arriva non solo a inibire l’accesso a un sito, ma a farlo sparire del tutto dalla Rete bombardandolo di richieste (avete presente il Grande Cannone cinese? Ne abbiamo scritto qua .

Insomma la censura assume forme diverse, e non sempre riconoscibili. Quando navigando finiamo ad esempio su una pagina di errore, di fronte a cosa ci troviamo? Un errore di configurazione, una pagina cancellata da chi l’aveva creata, o un contenuto censurato dallo Stato? E quando si tratta effettivamente di censura, qual è il miglior modo per eluderla?

Un fatto è certo. Per aggirare una censura che innova servono sempre nuovi strumenti. E dati aggiornati. Quali Stati censurano e come? E che tipo di contenuti? Non sono domande banali. Per rispondere alle quali l’1-2 ottobre calerà su Montecitorio una piccola legione di hacker, che passeranno due giorni fra le mura della Camera dei Deputati a mappare filtri, blocchi e “buchi neri” della Rete a livello globale. Armati dei loro pc, un gruppo di programmatori, ricercatori ed esperti di visualizzazione dei dati, provenienti da tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda agli Emirati Arabi Uniti, colonizzeranno dunque la Nuova Sala Gruppi di Montecitorio per una maratona di due giorni. 

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