On 31/05/21 13:02, 380° wrote:
Ciao Davide,
"D. Davide Lamanna" <davide.lamanna@binarioetico.it> writes:
[...]
Molti fraintendimenti di questo thread sono a mio avviso dovuti a questo.
Sì ma non prendertela con Antonio (o con me e altri) che - da prospettive e in forme diverse - facciamo di tutto per analizzare criticamente il concetto di "Cloud".
Ma certo che no! Sono ultra-felice di confrontarmi con persone che stimo. Credo che la critica "al cloud"
riportata da Antonio si riferisca chiaramente al "cloud di qualcun'altro".
I fraintendimenti mica sono tra noi: sono tra chi sostiene che l'infrastruttura migliore /per quanto in oggetto/ sia quella fornita dai GAM (il thread è partito da lì, dagli accordi con GAM) e /quindi/ che HybridCloud va bene,
E però non prendertela neanche con Stefano Maffulli, che conosce gli ambienti di Open Infra e di CNCF e non è certo un fautore dei GAM. Il suo sano realismo lo porta ad affermare che il percorso dell'Hybrid è obbligato. Ed è difficile dargli torto. Ma non per questo ci arrendiamo: VENCEREMOS! oppure che IL PROBLEMA sta /esattamente/ in questi
dettagli:
1. di chi sono FISICAMENTE le macchine che compongono l'infrastruttura [1]
2. chi ha accesso ai sistemi operativi e gestisce i servizi
3. il software usato è libero o no
4. chi ha accesso allo storage e al transito dati in rete, quando i dati non sono crittografati e2e (at rest e in transit)
Solo se non si entra nel merito si casca in fraintendimenti, è per questo che è necessario non limitarsi agli slogan.
In altre parole, "Cloud" va benissimo come sigla commerciale che ci permette di presentare la nostra offerta a chi è "altrimenti sordo", PERÓ dobbiamo ammettere che "Cloud" fa schifo come termine tecnico;
Beh, dai... C'è di peggio... :-D
noi è di quello che stiamo discutendo ci siamo addirittura permessi di entrare nel merito tecnico... ma tanto va sempre a finire che "litighiamo" tra di noi per i dettagli e alla fine la torta se la pappano sempre coi soliti metodi (adattati per ogni epoca)... perché non ci sono alternative ai servizi GAM, dicono.
Se vuoi una descrizione compatta di cloud te la do io: un sistema operativo sta alla singola macchina, come il cloud sta ad N macchine.
Perché non chiamarlo "sistema distribuito" allora? :-O
Ok, affare fatto! :-D Fosse così facile...
Comunque, per tornare al tecnico che è l'unica cosa su cui mi è dato esprimermi, te lo propongo io un termine alternativo che sono SICURO mette tutti i tecnici in lista d'accordo: non "Cloud", che fa schifo e non indica nulla, ma "Infrasrtucture as (full stack) free software code", che in pochi termini concisi descrive la natura del sistema informativo che stiamo descrivendo: io lato marketing faccio schifo, trovate coi una sigla per quella "roba" lì se è il caso.
Sai qual è il problema: non è Free Software, è Open Source. Può diventare Free Software se lo vogliamo. Ma lo vogliamo? O vogliamo continuare a fare gli schizzinosi? A dire che tanto si può fare tutto alla vecchia maniera?
Il sistema operativo fornisce all'utente delle astrazioni in forma di servizi. Un sistema cloud fa la stessa cosa con N macchine.
Macchine geograficamente distribuite sul territorio, per cui - per esempio - lo storage /locale/ (se vuoi, /localmente distribuito/ con un filesystem adeguato) è di almeno un ordine di grandezza più efficiente di un endpoint S3 tra il comune di Lecco e Roma (e non per es. NFS in /rete locale/ connessa in fibra come i data centre di Internet Achive).
Tieni presente che mettersi in casa (magari non nello sgabuzzino delle scope, ecco) oggi un rack di macchine POWER9 [2] che erogano i servizi di un'intera area metropolitana (magari non via web dentro un browser, ma è un'altra storia) costa come un tozzo di pane, come è stato detto altrove in questo thread :-)
Ma i servizi che si possono realizzare e fornire con il cloud non sono pari ad N moltiplicato per i servizi di una singola macchina: sono piuttosto N elevato ad una potenza positiva grande a piacere (!) moltiplicato per i servizi di una singola macchina.
Non ho capito il calcolo e siccome sono curioso ti chiedo di espandere il ragionamento con qualche esempio
Era una battuta. Per dire che i "sistemi distribuiti" sono sistemi complessi [1] per i quali il tutto è maggiore della somma delle singole parti. Con "potenza grande a piacere" intendo MOLTO maggiore di tale somma.
Un cloud fatto bene è strumento di automazione per l'IT, è uso efficiente delle risorse IT, è gestione efficace delle risorse IT, è federazione di risorse IT, è trasparenza, è potenza, è partecipazione.
...ma /a volte/ è anche una inutile complicazione, a meno che il concetto di semplificazione valga soltanto per la burocrazia ;-)
Fair enough. Su questo hai pienamente ragione.
Ribadisco: credo che sul concetto di "infrastructure as code" si riuscirebbero a fare dei ragionamenti migliori... purtroppo il PNRR parla di Cloud, oggi come oggi quando si parla di informatica c'è sempre qualcuno che "la butta in cloud" :-D
Ma è il PNRR, non un manifesto politico di un hacklab! :-) D. [1] https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_complesso