Buon giorno a tutti,
so che è una cosa piuttosto difficile per via del gran numero di firme a sostegno necessarie ma se ci prepariamo per tempo è una impresa anche possibile, mi pare che ci siano 6 mesi di tempo per raccoglierle ed in caso di elezioni anticipate in cui i 6 mesi non ci sono potrebbe essere possibile fare dei ricorsi alla Corte di Giustizia Europea per lesione dei diritti fondamentali ed indurre in questo modo il parlamento italiano a modificare all'ultimo momento questo assurdo meccanismo sul quale si basa la presentazione delle liste che nei fatti impedisce a nuove formazioni politiche di riuscire a presentare liste elettorali.
Mi pare che a fronte del clamoroso fallimento dell'intergruppo 2.0 sia indispensabile ormai la presenza nel parlamento italiano di una formazione politica che faccia della difesa dei diritti telematici la bandiera e frontiera contro strabordante invadenza del copyright. Insomma un soggetto politico italiano che faccia propria con grande forza e determinazione la piattaforma internazionale del Partito Pirata. Non è che mi appassioni molto la definizione di Pirata ma è ormai un "marchio di fabbrica" che potrebbe garantire una visibilità superiore a qualsiasi altra denominazione (sempre che l'associazione italiana Partito-Pirata non abbia in preventivo una propria discesa in campo autonoma, spero che non voglia ripetere l'errore di avere qualche candidato "annegato" nel senso di neppure capolista, nelle liste di SEL), ma eventualmente si potrebbe anche usare altro nuovo marchio.
Mi sembra assurdo che persone come Cortiana non abbiano ad essere rappresentanti in parlamento del Movimento della Rete, anzi auspico vivamente che voglia essere il Leader di questa formazione, ma sarebbe molto bello riuscire a portare in parlamento un gruppo di persone che si sono in questi anni attivati sui temi che in questa lista si discute.
Credo che al programma classico del Partito Pirata si potrebbe aggiungere l'impegno per una riforma costituzionale della democrazia diretta a cominciare dall'abolizione del quorum sui referendum e l'inserimento dei referendum consultivi o in alternativa proposte di legge di iniziativa popolare con lo stesso numero di firme per i referendum (che potrebbero anche essere aumentate se viene abolito l'obbligo della autenticazione, che comunque andrebbe lo stesso abolito sul criterio che tre cittadini siano equiparati al Pubblico Ufficiale) ma che entro sei mesi debbano essere discusse e votate (senza passare dalle commissioni) dalle camere congiunte in seduta unificata e con votazione palese di cui debbano essere resi pubblici i voti dei parlamentari, come succede al parlamento europeo.
Potremmo anche aggiungere l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, anche se ora ha altro nome, e quello agli organi di informazione dei partiti stessi, alcune cose che tagliano i privilegi della casta politica come i vitalizi in modo retroattivo e l'abolizione delle provincie comprese le prefetture sempre se su questi punti si trova una convergenza unitaria. ed aggiungerne qualche altro che non abbia tendenze di politiche sinistrose o destroidi. Per tutto quello che non parte del programma ogni eventuale eletto ha totale libertà nella presa di posizioni e di voto.
Bon, io l'ho buttata li, come dice spesso una persona che stimo, "prova a lanciare un oggetto in acqua, se galleggia e qualcuno ci sale disposto a remare nel tempo può diventare un veliero".
Da parte mia sono disposto a remare ma non sono disponibile a candidature elettorali.
LDL