15.06.2011
Facebook, per l'esodo basta un click
JUAN CARLOS DE MARTIN
Ogni tanto nella mia e-mail appaiono degli
inviti supplichevoli del tipo: «Nome Cognome ti sta aspettando
su...».
Oppure «vuole giocare con te su...», oppure ancora «ti ha fatto
una proposta su ...». Sono i messaggi con cui reti sociali
emergenti, al momento sconosciute ai più – e certamente a me –
cercano di indurmi a unirmi a loro, violando il rapporto
monogamico con Facebook. Sperano, sfruttando un’amicizia
effettiva, di innescare lo stesso tipo di scintilla che nel 2004
diede il via al successo di Mark Zuckerberg. Sono tentativi
destinati quasi certamente a fallire. Il vero valore di Facebook,
infatti, è l’effetto rete, ovvero, che tutte le persone che ci
interessano, o quasi, sono lì e non altrove. Che senso avrebbe
andare nell’equivalente elettronico di una landa remota, senza
amici e conoscenti con cui condividere pensieri, fotografie,
notizie? Eppure, quei messaggi supplichevoli, per quanto
difficilmente coronabili da successo, non sono completamente
assurdi.
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