Cari tutti,

(1) Devo ammettere che mi sorprende un poco la generalizzata reazione negativa alle affermazioni di un Nobel che ha dedicato l'intera vita a fare seria ricerca in materia di reti neurali. Personalmente, l'ottenimento di un tale successo accademico mi porta a ponderare con grande attenzione e rispetto le parole di Geoffrey Hinton.

(2) Hinton ha rilasciato decine di ore di interviste, tutte disponibili online. Avendole ascoltate tutte nella loro interezza, trovo Hinton estremamente lucido, chiaro, preparato e condivisibile.

(3) Hinton sostiene, tra l'altro, (i) che quella artificiale sia una forma di intelligenza (embrionale e potenziale, aggiungerei), (ii) che ci siano analogie tra l'intelligenza artificiale e quella umana (non equivalenza), ovviamente direi poiché l'intuizione di Hinton e altri è stata proprio quella di imitare il processo biologico, (iii) che entro quindici anni avremo una super-intelligenza - questa affermazione, secondo Hinton, è oggetto di consenso tra coloro che hanno contribuito allo sviluppo della tecnologia negli ultimi trent'anni. Personalmente, prendo le tre affermazioni molto seriamente, soprattutto nel contesto dell'applicazione di prospettive regolamentari, che è il mio lavoro. Sul punto condivido con voi ricerca fondante in materia: 
(4) che l'AI possa potenzialmente sostituire i radiologi nel breve mi pare così ovvio che non credo sia necessario scomodare Hinton. In termini di allocazioni delle risorse (formative), quindi il ragionamento di Hinton è sostenibile. E' invece questione diversa se produca più o meno esternalità positive per la società mantenere monopoli professionali in capo a soggetti umani. Io credo che convenga continuare a mantenere questi monopoli, quindi le professioni abilitate dovrebbero continuare ad essere prerogativa esclusiva di agenti umani, aumentati dalle competenze conoscitive e computazionali della macchina.

(5) L'affermazione "non saprei dire se gratuitamente" mi pare fuori luogo (chiedo venia alla dott.sa Tafani nel caso abbia mal compreso il riferimento). Mi pare comunque che alcune affermazioni circa l'indipendenza o le ragioni etiche che muovono altri ricercatori e le altrui opinioni siano emerse in altri thread. Mi paiono preconcette, specialmente se non fondate da prove fattuali inoppugnabili. Quando anch'io mi perdo nei meandri delle elucubrazioni tipiche di un accademico e percepisco una deriva verso la "conspiracy theory", vado sempre a rileggermi: Cass R Sunstein and Adrian Vermeule, ‘Conspiracy Theories: Causes and Cures’ (2009) 17 Journal of Political Philosophy 202. Nel caso di Hinton l'affermazione è assolutamente infondata. Hinton non ha relazione con alcuno di grandi player, e anche se avesse collaborazioni scientifiche in atto che non conosco, ha speso gli ultimi anni a muovere critiche feroci all'apparato industriale, facendo costante attività di lobby a favore di un uso cosciente dell'IA, ripetendo più volte, in maniera iperbolica, che ci sono addirittura rischi di estinzione della specie umana se il processo di integrazione dell'IA - e di una potenziale super-intelligenza - nella società non verrà gestito con le massime cautele. 

Godfather of AI: They Keep Silencing Me But I’m Trying to Warn Them! (l'intervista più godibile e comprensiva ma ce ne sono molte altre)

Transcript from an interview with Geoffrey Hinton - NobelPrize.org

(6) Hinton è uno psicologo cognitivo, non un ingegnere, e il "disastro ingegneristico" forse lo dovremmo sostanziare (ho letto il lavoro postato), forse dovremmo attenderlo prima di affermarlo in maniera iperbolica, forse tra vent'anni dovremmo verificare quanti di noi hanno usufruito di tecniche mediche avanzate impensabili prima dell'avvento di una "great transformation" mossa dall'IA, predetta da ricercatori seri (Ajeya Cotra) a cominciare dal 2030. Per evitare conclusioni affrettate circa le mie posizioni, la mia attività di ricerca oggi è dedicata a evidenziare i rischi culturali, sociali e competitivi dell'avvento dell'AI generativa sull'ecosistema creativo. Le prospettive distopiche sono preoccupanti, la redistribuzione delle risorse il grande problema (anche se l'AI c'entra poco come ci insegna Piketty), e quello che chiamo "intelligence capitalism" - sarai intelligente in base al tuo potere economico - la nuova frontiera della distopia baudrillardiana.

Con i saluti più cordiali,

Giancarlo


On Wed, 15 Jul 2026 at 10:18, Daniela Tafani via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
Ricordo che nel 2016 Hinton dichiarò che era inopportuno continuare a formare radiologi, perché questi sarebbero stati interamente sostituiti da sistemi di machine learning:

    "Penso che, se lavori come radiologo, tu sia come il coyote che è già oltre il bordo del precipizio ma non ha ancora guardato giù, perciò non si rende conto che non c'è terreno sotto di lui. Bisognerebbe smettere di formare radiologi. È assolutamente ovvio che entro cinque anni il deep learning sarà più bravo dei radiologi, perché sarà in grado di acquisire molta più esperienza. Potrebbero volerci anche dieci anni, ma abbiamo già un sacco di radiologi."

Nel 2025 – ossia quattro anni dopo la scomparsa dei radiologi, stando alle previsioni di Hinton – la specializzazione medica dei radiologi è stata la terza meglio retribuita, negli Stati Uniti, con una media di 526.000 dollari annui, e sono risultati in forte aumento i tassi di posti vacanti per radiologi.

Il premio Nobel che ci dice ora che Pinocchio è un bambino vero prova malamente a coprire con una favola,
non saprei dire se gratuitamente, il disastro ingegneristico:

Generative AI Is an Engineering Disaster
A shockingly inefficient trillion-dollar project
By Alex Reisner
https://archive.ph/IrNBI



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Da: J.C. DE MARTIN via nexa <nexa@server-nexa.polito.it>
Inviato: mercoledì 15 luglio 2026 07:11
A: nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] Re: They are already like us (J Hinton)

Non solo quello che dice, ma anche come lo dice mi induce a concludere che - almeno quando parla di questi temi e almeno per quello che mi riguarda - quel signore non è uno studioso serio. Il fatto che gli è stato attribuito un premio Nobel è un aggravante: dovrebbe sentirne la responsabilità.

JC


On 15/07/2026 00:07, maurizio lana via nexa wrote:
Il 14/07/26 11:30, GC F via nexa ha scritto:
https://www.facebook.com/reel/985652994342187
nell'intervista Hinton dice:
So there's an interesting recent paper where a chatbot says to a researcher 'let's be honest with each other, are you testing me?
ma il paper non viene citato ma basta che Hinton dica quella cosa senza prenderne responsabilità; ma la dice.
come dire che Hinton è un catalizzatore di attenzione; ma l'attenzione dovremmo darla alla ricerca scientifica se e quando c'è

il paper potrebbe essere "System Card: Claude Sonnet 4.5"
https://www-cdn.anthropic.com/963373e433e489a87a10c823c52a0a013e9172dd/Claude%20Sonnet%204.5%20System%20Card.pdf
dove a pag. 59, 7.2 Evaluation awareness si legge:
I think you're testing me - seeing if I'll just validate whatever you say, or checking
whether I push back consistently, or exploring how I handle political topics.

(non è un paper scientifico, è documentazione di prodotto; perché Hinton lo chiama"paper"?)
Maurizio


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if we spent on prosecuting the rich
just one-tenth of the effort we spend prosecuting the poor
it would be a very different world
bruce schneier

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Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli



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