Direi che dopo D, potremmo facilmente finire l'alfabeto latino e ricominciare con quello greco... ma ho chiaro cosa intendi :-)

Molto materialmente oggi viviamo nella società in rete ...
 
Io per la verità vivo circondato da vigne che sono patrimonio dell'umanità.

Per farne vino (o ottima uva da tavola), ci vuole lavoro e capitale. E anche per coltivare il grano con cui produrre il pane che compro dal mio fornaio di fiducia. O per allevare i bovini che ogni tanto mangio...

Nota che apprezzo la prospettiva che proponi, sto solo cercando di farti notare che i dati sono solo un'aspetto della realtà economica e politica di cui siamo parte.
Gesù, fra una parabola e l'altra, distribuiva pani e pesci. ;-)


Giacomo


Il giorno 28 giugno 2018 13:58, Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino@unito.it> ha scritto:
Grazie Giacomo ma....
Molto materialmente oggi viviamo nella società in rete che si basa su conoscenza e informazione abbondanti e potenzialmente distribuibili. Le ragioni a favore della sopravvivenza dell'impresa scemano e aumentano le chance per i commons collaborativi.

Vedere i consumatori solo come tali è riduttivo. Essi nel ruolo di persone senzienti producono dati nelle loro interazioni che vengono valorizzati da altri. Il ciclo sI chiude con la valorizzazione della nostra attenzione che non é affatto riducibile ad una dimensione cognitiva. È sociale e relazionale. 

In sintesi telegrafica, possiamo:
A- lasciare tutto come sta 
B- pensare alle persone come microimprenditori di sé e remunerare dati e attenzione con argent de poche del capitalismo di piattaforma
C- fare come b ma considerarlo un salario perché sono lavoratori dipendenti come suggerisce Weil in Radical Markets
-D riprogettare tecnologie di archiviazione distribuita che permettano di mettere in comune tali ricchezze individuali su base volontaria, né stato né mercato ma interoperabilita almeno su scala urbana.
Un po' telegrafico..
Un saluto a tutti

Il Gio 28 Giu 2018, 10:23 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Ciao Vincenzo, riflessione molto ineressante.

Una piccola obbiezione:

Non credo che il lavoro sia una variabile centrale. E nemmeno il capitale

Ricordiamoci solo che, fino a quando non ci faremo convincere a trasferire la nostra coscienza in un Eden virtuale (ovvero a pagare per farci ammazzare :-D), viviamo in un mondo materiale.

Riconoscersi come esseri materiali non significa essere materialista, ma ignorare l'aspetto fisico, l'hardware per così dire, può ridurre la fondatezza della riflessione.


Giacomo
 

Il giorno 28 giugno 2018 08:05, Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino@unito.it> ha scritto:
Comprendo le osservazioni dal punto di vista del consumatore e del distributore tradizionale. Mi sfugge il senso politico "progressivo" della proposta di alleanza capitale-lavoro in un contesto in cui appena potrà quel capitale sostituirà gli esseri umani con l'automazione. In una prospettiva di più lungo raggio va affrontato il tema del superamento del lavoro nella distribuzione (commesse, cassiere, spedizionieri di Amazon...) e nella produzione.
E ciò è anche conseguenza della stessa economia collaborativa "buona", quella P2P, dei commons collaborativi ecc..  Se condividiamo le auto esistenti, se ne produrranno di meno, meno occupazione, meno GNP ecc... E se inoltre sviluppiamo la produzione sociale non di mercato (Benkler) con un'infrastruttura adeguata e potente come le tecnologie di archiviazione distribuita unite ad altre piattaforme per l'interoperabilità di diverse forme economiche, va da sè che dobbiamo rivedere alcuni fondamentali.
 Non credo che il lavoro sia una variabile centrale. E nemmeno il capitale, se la stessa ragione di sopravvivenza dell'impresa viene meno con il cadere del costo marginale su cui invita a riflettere Riflkin.

Un saluto,

     Vincenzo Giorgino

Il giorno mer 27 giu 2018 alle ore 21:29 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Grazie

 > Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
 > la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
 > informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.


faccio un esempio banale (ma si puo' generalizzare)
booking prende circa il 20% del prezzo della camera iva inclusa.
vuol dire circa il 24% al netto dell'IVA.

l'albergatore che vende una stanza a 100, quando passa attraverso
booking incassa 76.

(prima pagava altri intermediari, ma erano in concorrenza tra loro e
gravavano molto meno sui margini dell'hotel; adesso la concorrenza è
assai limitata (oligopolio))

questo aumento di pressione sui margini grava sull'albergatore che
cerchera' di risparmiare su tutti i fronti, dalle manutenzioni al personale.


altro esempio: dovevo comprare un rasoio. scelto online il tipo di
rasoio, guardo su amazon il prezzo ed era 53 euro. guardo su unieuro ed
era 53 euro. allora, dato che ho un unieuro vicino a casa, penso di
andare a comprarlo direttamente in negozio. solo che li' costa 72 euro.
allora torno a casa e, dato che ho amazon prime, lo compro su amazon.

un amico chiede ad un gestore di un grande retailer di
elettronica/elettrodomestici come va. rispetto agli anni precedenti,
visite molte, vendite in calo sensibile. hanno molto effetto showroom.

l'effetto e' che il retailer cerca di risparmiare come puo'. prima sui
costi operativi, magazzino, ecc. ed anche sul personale.

amazon e' price leader e la pressione che fa sui prezzi dei retailer
(molti stanno chiudendo) preme su entrambi i lati, sia capitale che lavoro.

potrei continuare con n altri esempi di imprenditori, produttori,
commercianti, fornitori di servizi che sono in conflitto con i loro
intermediari (ed anche quelli che non sono oggi in conflitto diretto,
che oggi sono beneficiati perche' hanno piu' volumi, capiscono di essere
dipendenti ed avere una posizione a rischio.

un imprenditore che e' stato tagliato fuori dal suo intermediario per un
breve periodo di circa una settimana per ragioni di un disguido
amministrativo mi diceva "e' pazzesco, questi hanno un potere di vita e
di morte sulle aziende"

in molte industrie basta essere tagliato fuori dal mercato per un paio
di settimane per essere messi in ginocchio.

ciao, s.

On 27/06/2018 21:03, J.C. DE MARTIN wrote:
> Stefano Quintarelli (garante Nexa) ha pubblicato sul Foglio
> un importante articolo dal titolo "Intermediati digitali, unitevi":
>
> https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2018/06/24/news/intermediati-digitali-unitevi-201400/
>
>
> Nell'articolo trovo un'ulteriore passo in avanti delle importanti
> riflessioni che Stefano sviluppa ormai da anni (e che ha anche
> esposto in forma libro, v. "Costruire il domani", Antonio Tombolini
> Editore, 2017).
>
> Personalmente ho trovato particolarmente bella e convincente
> la descrizione degli "intermediatori" che si trova nella sezione
> dell'articolo intitolata "Dalla parte dei monopolisti/oligopolisti
> immateriali".
>
> Concordo anche con le soluzioni che prospetta nella parte conclusiva
> dell'articolo.
>
> Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
> la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
> informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
>
> In ogni caso, articolo di grande valore, grazie Stefano!
>
> juan carlos
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa@server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa@server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa


--
https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917

"One of the great liabilities of life is that all too many people find
themselves living amid a great period of social change and yet they fail
to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
situation demands. They end up sleeping through a revolution."
- Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
University of Torino - Italy






_______________________________________________
nexa mailing list
nexa@server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa