Stefano proponeva come metriche per (ri)valutare lo stato delle democrazie liberali
salute, calorie, educazione, aspettativa di vita, felicita', ecc. ecc.
Tu osservi:
Fermiamoci un attimo alla prima condizione, "vita lunga e sana".
Secondo questo report [1], il paese al mondo in cui si vive più a lungo in buona salute è Il Giappone con 74,1 anni, in fondo alla classifica il Lesotho con 44,2 anni. Ai primi posti l'Italia con 71,9 e altri stati europei, scendendo, la Cina a 68,5, gli Stati Uniti con 66,1 e poi i paesi africani ed asiatici.
Questi dati ci dicono almeno due cose. La prima è che effettivamente, come dice Stefano, gli stati liberali sono tutti ai primi posti. La seconda, che non è sufficiente che un paese sia geopoliticamente ricco e potente (US) per garantire ai propri abitanti una vita lunga e sana.
Io sono circondato da medici che lavorano sul territorio (mmg e pediatri) Non avrà valore statistico, ma i miei suoceri che fanno questo lavoro da decenni, osservano un crescente degrado delle condizioni economiche e sociali, delle capacità cognitive dei pazienti (e.g. la capacità di comprendere una terapia) nonché la diffusione crescente di dipendenze e disturbi psichiatrici. Durante la pandemia, anche grazie alle trovate di Governo e Regioni, la sanità pubblica ha perso qualsiasi razionalità: ha smesso di curare qualsiasi cosa non fosse Covid (e non solo durante i lockdown). L'efficienza economica produce fragilità sistemica. Mancano i medici e per precise scelte politiche degli scorsi decenni. Ed ora in Piemonte il "sindacato" dei medici FIMMG ha firmato un accordo integrativo, in cui si chiede ai medici di famiglia di salire a 1800 pazienti come massimale. A Verduno, il nuovo ospedale, costruito su una collina notoriamente ad altissimo rischio idrogeoloico (i vecchi del posto la chiamano "sghia", che significa "frana" o "scivola"), che ha sfruttato l'emergenza covid per ottenere le autorizzazioni necessarie all'apertura, è così difficile da raggiungere (lontano dai centri maggiori e raggiunto solo da una stradina ripida e tortuosa) che i decessi in ambulanza sono aumentati notevolmente nella zona. Vero: le calorie non mancano. Basta produrle e consumarle. Una grassa consolazione. :-) Ma intanto chi le raccoglie lavora in nero per paghe orarie minime. Potreste obiettare che tutto questo è un problema locale, ma vivo in una delle città più ricche del Piemonte. Se si esclude la felicità (i disturbi psichiatrici colpiscono tutte le classi sociali, sebbene non nello stesso modo) la media delle metriche che Stefano proponeva rimane elevata. Ma l'espansione delle fasce sociali più deboli (culturalmente perché economicamente) è ben visibile a chiunque voglia (o non possa fare a meno di) guardare. In altri termini
salute, calorie, educazione, aspettativa di vita, [felicità, <- questa no] ecc. ecc.
le trovi trovi tutte... ma devi sapere bene a quali case suonare. Di buono c'è che sarà sempre più facile: sono sempre meno. Giacomo