Il giorno 6 marzo 2018 12:33, Edoardo Montenegro <edoardo.montenegro@gmail.com> ha scritto:

L’esperimento - e la discussione - mi paiono molto stimolanti, perché mette a nudo un conflitto di interessi implicito. Una piattaforma digitale fonda il suo successo sulla costruzione del maggior numero possibile di mondi – digitali – paralleli; più il pubblico è frammentato e verticale, maggiori saranno la personalizzazione delle informazioni e l’engagement degli utenti, maggiori i ricavi pubblicitari della piattaforma e i dati che può rivendere a terzi.

La polis, invece, si fonda su un principio di realtà per cui la verità esiste e alcune cose – almeno le più importanti: ad esempio, l’essere in pace o in guerra – sono la stessa cosa per tutti. Né la stampa né la televisione sono mai riuscite a personalizzare l’audience e i contenuti al punto  di costruire realtà parallele, a causa di alcuni limiti tecnici e economici: i costi di stampa, la disponibilità della banda, ecc. Inoltre, sia la stampa sia la televisione sono sempre state controllate dagli stati nazionali.


Concordo che la stampa e la televisione non siano mai riuscite a _personalizzare_ l'audience etc etc. Tuttavia mi sembra una riflessione extra interessante sottolineare che, se rimuoviamo l'attributo _personalizzare_, abbiamo esempi in passato (e, adesso che ci penso meglio, anche nel presente) in cui la stampa e la televisione sono riuscite a creare realta' parallele proprio perche' erano pesantemente controllate / influenzate dagli stati.

Simone
 

Facebook, invece, è una multinazionale che assurge a vera e propria formazione sociale in concorrenza con gli stati nazione: è uno stato con 2,2 miliardi di abitanti. Twitter è uno stato più piccolo, con 300 milioni di abitanti, una zona franca apparentemente più libera e tuttavia intrinsecamente altrettanto autoritaria.

Sebbene oggi siano governate da sovrani illuminati, ciò è del tutto irrilevante per i despoti che le sfruttano per perseguire i propri scopi nella polis, anche perché i loro dati – un bene pubblico – sono sotto custodia.: “It is impossible to accurately estimate the number of Russian state-sponsored accounts operating on Twitter and Facebook. […] The explanation for this is not because the Russians are particularly secretive or expert at covering their tracks, but the attitude of Twitter and Facebook who fight attempts by independent researchers to come up with an answer. […] All of those efforts were hampered further by Twitter’s unwillingness to work with researchers. The company does not allow anyone except a few select corporate partners access to the “firehose” – the raw stream of public tweets in realtime – and no one outside the company can look at the full historical database. That means that researchers had to scramble to come up with novel ways to build their own datasets from what they could access.

Alex Hern, “Russian Troll Factories. Researchers Damn Twitter’s Refusal to Share Data”, The Guardian, November 15th 2017
https://www.theguardian.com/world/2017/nov/15/russian-troll-factories-researchers-damn-twitters-refusal-to-share-data



Edoardo Montenegro

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Skype: edoardo.montenegro

2018-03-06 12:22 GMT+01:00 M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net>:
On 2018-03-06 11:57, Giacomo Tesio wrote:
Non sono molto d'accordo: temo tu stia largamente sottostimando la
portata della questione.

la starei sottostimando se avessi scritto, o comunque pensassi, che
quelle mie quattro righe risolvono la questione. Non mi pare proprio
di avere scritto nulla del genere. Quello è anche un sito di divulgazione per non addetti ai lavori, se anche potessi scriverci
5000 parole al giorno, sarebbe inutile. Ma credo che basti scorrerne le prime 3/4 schermate, per capire dai titoli quanto sono conscio dello straordinario controllo culturale eccetera. Ultimamente ho fatto esempi più politici che in altri campi di quanto questo controllo sia enorme, tipo qui:

http://stop.zona-m.net/2017/09/facebook-and-google-forcing-countries-to-trust-them/

ma ripeto, lo so benissimo quanto la cosa sia pervasiva, e non mi fa certo piacere.

Quanto alle soluzioni, non mi convincono affatto nè proposte
come Gnu Social, se non come possibili **componenti** di pacchetti MOLTO, ma MOLTO più "chiavi in mano" (1), realmente adatto alle masse.

Ma soprattutto, non mi convince proprio l'idea che continuare a usare "piattaforme" per servizi e comunicazioni individuali. Di questo ho scritto qui, relativamente a Mastodon:

http://stop.zona-m.net/2018/01/the-fix-for-facebook-is-not-a-different-platform/

e qui, in generale:

http://stop.zona-m.net/2018/01/the-fix-for-facebook-is-not-a-different-platform/

Marco

1) tema che ho ampiamente sviscerato qui http://per-cloud.com



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