Ho appena notato questo articolo:
=> "The gigantic and unregulated power plants in the cloud"
https://berthub.eu/articles/posts/the-gigantic-unregulated-power-plants-in-the-cloud/che credo sia uno dei primi che affronta seriamente il gigantesco tema dei dispositivi (diversi dai PC e dagil smartphone) che hanno bisogno dell'accesso ad Internet (...senza il quale, è molto probabile che NON funzionino), per "dialogare" con un servizio cloud ad-hoc previsto dal produttore.
Per dirla in altri termini, piu' comprensibili:
- Ogni Alexa ha bisogno di Internet per "parlare" con AWS (almeno credo; non ho Alexa);
- Ogni dispositivo Alexa ha bisogno di Internet, per parlare con AWS (almeno credo; non ho dispositivi Alexa-enabled);
- Ogni smart-meter commerciale, ha bisogno del sito del produttore per inviargli i dati, che poi l'utente visualizza via APP;
- Moltissimissime webcam, soprattutto quelle che possono essere consultate, via APP, da mobile, anche dal di fuori della propria casa e senza una VPN, mandano il flusso video (e spesso audio) al sito del produttore (che poi, appunto, lo rende fruibile all'APP);
- etc. etc.
e....
- molti impianti fotovoltaici sono gestiti da apparecchiature che "parlano" con il relativo fornitore, sia per questioni di telecontrollo che per questioni di "configurazione".
E se questi impianti, complessivamente, producono *TANTA* energia... e il dialogo fra apparato e fornitore NON è stato organizzato "adeguatamente"... ecco che qualcuno puo'... fare delle brutte cose.
Buona lettura :-)
Bye,
DV
-- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html