On mer, 2022-12-21 at 01:50 -0600, antonio@piumarossa.it wrote:
Il 2022-12-20 02:18 Marco A. Calamari ha scritto:
c'è in atto una guerra di bande al livello governativo?
Sì, è la versione 2.0 della battaglia dei primi anni Duemila, CIE contro
CNS (ne abbiamo parlato in lista mesi fa), ora CIE contro SPID, la
rivincita.
la duplichiamo con un accrocco come la CIE
La CIE è un accrocco, come lo sono le firme digitali, la CNS, le CRS,
ecc.
Beh, .... però ...
SPID e Firma digitale funzionano, quindi non sono più accrocchi.
La CIE digitale non funziona, praticamente non esiste come ecosistema software,
quindi non è nemmeno un accrocchio
Però da questo mettere tutto nel mucchio, infilandoci firma digitale CNS e PEC
(la PEC ce l'aggiungo io) mi viene il dubbio che molti siano troppo giovani per
ricordare il mondo (informatico) di 25 anni fa, quando dettano le soluzioni
che loro avrebbero adottato se ci fossero stati loro al timone.
Memoria storica; ce ne vuole sempre tanta.
Firma digitale e PEC sono storie di grandi successo, ed una parte della SPID,
con i suoi limiti, anche.
La CIE è sempre stata un tentativo di centralizzare anche quello che non deve essere centralizzato.
Ed è un oggetto partito bene dal punto di vista della privacy, e poi in due riprese divenuto
(in potenza) uno strumento di tecnoconotrollo, come scrivenvo qui, eoni fa
Ma c'è ancora chi confonde i "rischi" della CIE con quelli dalla carta di identità cartacea, e non
si preoccupa, od addiri considera una bella cosa centralizzare credenziali ed identità , quindi
non vedo speranza ....
Scusate lo sfogo ...
Marco
Ma perché lo sono?
Perchè in Italia non si producono ccomputer e non si producono sistemi
operativi per computer.
Facciamo un passo indietro di 20/25 anni.
Mettiamo che al posto di Bassanini e c., l'idea di una "identità
digitale" basata su smart-card fosse venuta a qualcuno del governo
americano.
Questi avrebbe chiamato Bill Gates, i capi di Dell, Ibm, e altri
costruttori di PC e gli avrebbe chiesto, a quest'ultimi, di inserire una
"fessura" nei loro computer, dove inserire le smartcard, al primo di
integrare "nativamente" nel sistema operativo funzionalità di gestione
SEMPLICI della smart-card.
Tutto ciò, ovviamente, non è successo e gli italiani hanno dovuto
ingegnarsi e "accrocchiare" software, lettori di smartcard, spesso
fallaci, per portare avanti questa bene/male detta "identità digitale".
SPID ha "finalmente" tolto di mezzo i lettori di smartcard ma, almeno
nei primi tempi, in cambio di una complessità ai limiti (parole di
Fiorello di stamattina) di un consulto con uno psicologo.
Ora che si fa? Niente.
O ci teniamo lo SPID, o ci mettiamo a produrre computer e sistema
operativi o si convincono i costruttori di pc ad inserirvi un bel
lettore NFC Contactless. Le altre strade saranno sempre e comunque
accrocchi.
Antonio
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