Non credo affatto che lei abbia delirato. Secondo me, ma è solo la mia opinione, avremo davanti due scelte: o accettare la fine del lavoro così come la concepiamo e progettare come lei dice nuovi modi di agire, oppure prendere la strada di una sempre maggiore disuguaglianza, di un elite intellettuale/manageriale contrapposta a una forza lavoro totalmente svuotata di diritti e dignità. Buona serata, Federico 2011/11/30 Stefano Beriozza <beriox@gmail.com>:
secondo me c'è abbastanza disponibilità di risorse e di intelligenza artificiale e non per ipotizzare/simulare un sistema redistributivo a livello mondiale di beni e risorse di base (in un concorso avevo proposto a google un progetto per misurarle, ma avevano vinto altri progetti, in effetti poi ne hanno aperto uno sulla misurazione dell'energia, poi chiuso per carenza di partecipanti), e se fosse un problema per le basi dell'economia/finanza, non escludo che il volontariato possa un giorno soppiantare il concetto attuale di lavoro basato su denaro, rendendolo pure più efficiente (cmq non è detto, non parlo di baratto, che non bastava per tutto), ma implicherebbe metodi per compattare meglio la società, magari stavolta non-repressivi e antiautoritari, basati sull'autorevolezza tipo buon esempio e coesione anche psicologica cioé ascolto reciproco. per alcuni questo genere di utopie necessitano prima di un accordo globale fra stati, e vedono ancora molta strada da fare. poi c'è la teoria della decrescita che propone invece di consumare tutti di meno, sostenendo che invece abbiamo già superato i limiti, fino a chi si spinge verso l'autosufficienza. una buona ricerca forse toglierebbe dei dubbi su efficacia e fattibilità di queste ipotesi ma la cosa più complicata sarebbe una transizione graduale verso il nuovo sistema, che potrebbe prendere il meglio da ogni forma di governo preesistente, sempre a meno che il sistema attuale non crolli prima, ma non vedo affatto rose&fiori in automatico, secondo me ci sono problemi etici insiti nella natura dell' uomo che si presentano ad ogni nuova generazione che si affaccia sulla terra, e a quel punto è importante prevenire con un'educazione alla solidarietà, ma non dogmatica, basata sulla conoscenza dell'essere umano, integrazione, inclusione, il rispetto dei differenti percorsi esistenziali, sapendo così dimostrare a chiunque la validità, saggezza e lungimiranza dei principi indicati nella carta dei diritti umani. ora torno a letto (ho la febbre, spero di non aver delirato)
Il giorno 30/nov/2011 10:08, "Federico Guerrini" <federicogue@gmail.com> ha scritto:
Mi farebbe piacere sentire il parere anche degli autorevoli frequentatori di questa lista:
http://www.apogeonline.com/webzine/2011/11/30/se-il-tuo-lavoro-lo-capisce-an...
Buona giornata,
Federico
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