Buongiorno,
Per chi non conoscesse già Basile: lei è ex diplomatica e ambasciatrice
[1] e nel luglio del 2023 è stata al centro di roventi polemiche
scatenate dalle sue posizioni in merito al conflitto in Ucraina [2] e
successivamente per i suoi interventi televisivi in merito alla
situazione nella striscia di Gaza [3]. É talmente _pericolosa_ che gli
illuminatissimi e libertari amministratori di Wikipedia Italia tengono
la sua pagina bloccata [4], mentre quelli della versione EN
evidentemente non si sentono _ancora_ in /dovere/ di censurare pure il
suo nome [5].
...in un trafiletto sulla versione cartacea de Il Fatto Quotidiano, che
_quindi_ come impatto mediatico equivale a un buco col nulla intorno, la
lasciano /sfogare/ - perché il diritto al mugugno non si nega nemmeno
nei sistemi totalitari - così:
«Bellicisti a reti unificate e censura per il dissenso»
di Elena Basile, Il Fatto Quotidiano, 8 agosto 2024
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Giacomo Gabellini, ricercatore e stimato autore di numerosi libri di
geopolitica, ha intervistato l'ex colonnello dell'intelligence
svizzera Jacques Baud sul suo canale Youtube ed è stato
censurato. Baud è un politologo e scrittore che da anni pubblica saggi
di successo sui conflitti in corso alla frontiera orientale
dell'Europa e in Medio Oriente. Appare raramente sui media più
ascoltati e letti dal largo pubblico in quanto porta avanti una
critica documentata della politica statunitense e Nato. Smaschera con
prove raramente attaccabili le menzogne della propaganda. Se il libero
pensiero scompare anche dai social l'obiettivo della disinformazione
totale dei cittadini occidentali sarà interamente raggiunto.
Nelle società cosiddette autocratiche si ha contezza che i media e la
stampa siano uno strumento del potere. Un russo, un cinese, un turco
leggono con beneficio di inventario la stampa nazionale. L'operazione
riuscita in Occidente, che fa comprendere come il sogno distopico di
Orwell si realizzi con velocità sorprendente, è data dalla fiducia
inculcata nella maggioranza della società civile di vivere in Paesi
liberi, governati dallo Stato di diritto, in uno spazio mediatico che
rispecchia la libera espressione.
Vorrei riassumere gli argomenti oggettivi che da tempo illustro per
confutare questa falsa sicurezza nostrana.
L'ex rappresentante della Politica estera dell'Ue, Borrell, ha
stabilito che in Europa non vi sia libero accesso ai media russi. La
censura è stata giustificata con l'intento di voler proteggere i
cittadini europei dalla disinformazione del nemico. Sappiamo bene che
questo è stato ed è l'alibi delle dittature. A esso le nostre più alte
cariche istituzionali si sono adeguate, biasimando in numerose
occasioni la società civile italiana di farsi plagiare dai cosiddetti
filo putiniani.
L'epiteto è stato riservato a tutti gli analisti che nell'esame del
conflitto russo-ucraino hanno illustrato le dinamiche risalenti agli
anni Novanta in grado di provare l'espansionismo strategico e
offensivo della Nato nei confronti di Mosca. La maggior parte di
questi analisti non ha avuto accesso alle testate e reti che hanno gli
indici di ascolto più elevati. Alcuni sono stati diffamati, querelati
e linciati pubblicamente con menzogne evidenti. Su Corriere e
Repubblica la sottoscritta è stata definita “pseudo ex
ambasciatrice”. Basta una semplice ricerca in Internet per verificare
come questo insulto diffamante sia una oggettiva menzogna. Con
riferimento al conflitto israelo-palestinese si è fatto di peggio. Gli
analisti non inclini a giustificare l'occupazione e lo sterminio di
innocenti a Gaza quale operazione della civiltà contro la barbarie e
come conseguenza del diritto di Israele a difendersi sono stati
considerati antisemiti, in alcuni casi querelati per istigazione
all'odio.
È vero, negli spettacoli televisivi (non li chiamerò programmi come
qualcuno vorrebbe) dedicati alla politica vengono ammessi in netta
minoranza due, tre, quattro voci del dissenso, molto caratterizzate
che servono soltanto a infondere negli spettatori (non sono
ascoltatori) l'illusione che tutte le opinioni siano
rappresentate. Naturalmente il dissenso ammesso è implicitamente
denigrato, deriso. Passa il messaggio subliminale in molti casi che
gli analisti fuori dal coro siano cabarettisti, incompetenti, non
degni di attenzione da parte dei cittadini perbene e moderati.
Le quattro agenzie di stampa internazionali copiano molte volte le
veline diffuse dai servizi occidentali e i giornali con copia e
incolla diffondono il verbo utilizzando le stesse espressioni. Se
confrontate Corriere o Repubblica con La Libre Belgique, Le Monde e
persino The Guardian, vedete assonanze inquietanti. Lo stesso accade
con poche eccezioni in radio e tv, Rai News, La7 recitano il
catechismo caro ai media europei.
I pochi consapevoli dello stato abietto dell'informazione occidentale
sono costretti a ricercare le notizie in Rete, tv indipendenti,
youtuber competenti che intervistano personaggi scomodi da Mearsheimer
a Chomski, a Ilan Pappe, a Moni Ovadia, a Jeffrey Sachs, a Baud, al
colonnello Mc Gregor, a ex diplomatici britannici e statunitensi
ignoti alle audience dei conduttori di grido europei.
Si tratta di una minoranza di autori e utenti consapevoli che non
cedono al linguaggio stereotipato e semplificato, alla retorica in
base alla quale Biden è un illustre e puro statista mentre Putin o Xi
terribili dittatori assetati di sangue, l'Ucraina una democrazia che
difende la libertà occidentale e altri luoghi comuni venduti senza
vergogna anche da persone colte, istruite, editorialisti stimabili
all'opinione pubblica. Ecco perché la notizia della censura a
Gabellini mi ha colpito. L'ossigeno si assottiglia.
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L'intervista censurata su Youtube a cui fa riferimento Basile è
pubblicata anche su Rumble:
https://rumble.com/v59jnpe-israele-marcia-verso-il-precipizio-jacques-baud.html
Saluti, 380°
[1] https://elenabasile.com/biografia/
[2] https://elenabasile.com/appello-di-solidarieta/
[3] https://tg24.sky.it/cronaca/2023/10/13/elena-basile-ambasciatrice
[4]
https://web.archive.org/web/20240808101920/https://it.wikipedia.org/wiki/Elena_Basile
https://archive.is/Hbcef
[5]
https://web.archive.org/web/20240808102335/https://en.wikipedia.org/wiki/Elena_Basile
https://archive.is/O3vYI
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380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.