a leggerlo pero' mi sembra di capire che concluda che non serve a nulla, ma non mi e' chiaro se ritiene che sia nocivo. qui http://is.gd/3WylPP Eugenio Prosperetti la pensa diversamente -- Non e' dunque vero che l'attuale D.Lgs. 70/2003 non e' conforme alla Direttiva, direi che e' vero il contrario. E' giusto che solo organi giurisdizionali/amministrativi possano mettere l'ISP nella terribile situazione di dover scegliere se porre in essere provvedimenti temporanei. Questi provvedimenti temporanei infatti, se non adottati, renderanno l'ISP responsabile se, dopo molto tempo, sara' dimostrato l'illecito. Se invece saranno adottati e l'illecito non vi sara', renderanno l'ISP passibile di una azione dal cliente. Immaginiamo cosa potrebbe succedere se ogni portatore di interesse avesse il potere di creare questa condizione. -- IANAL, ma la penso come Eugenio. On 24/01/2012 15:23, oreste.pollicino@unibocconi.it wrote:
Marco Scialdone ha scritto a proposito un commento interessante domenica scorsa http://www.medialaws.eu/lemendamento-%e2%80%9cstargate%e2%80%9d-ovvero-a-pro...
----- Messaggio originale ----- Da: "fabio chiusi"<fabiochiusi@yahoo.it> A: "Nexa"<nexa@server-nexa.polito.it> Inviato: Martedì, 24 gennaio 2012 13:43:50 GMT +01:00 Amsterdam/Berlino/Berna/Roma/Stoccolma/Vienna Oggetto: [nexa] FAVA sul suo emendamento
Fava (Lega) ha appena scritto su Facebook un lungo 'chiarimento' sul suo emendamento in tema di responsabilità degli intermediari. Qualcuno dei giuristi in lista vuole commentare?
Fabio Chiusi
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Gianni Fava
"il cosiddetto emendamento Fava in NESSUN MODO impone la disconnessione del provider, ma soltanto lo obbliga a tener conto delle segnalazioni che riceve, assumendosene la responsabilità se decide, in piena autonomia, di non tenerne conto, esattamente come prevede ESPRESSAMENTE la Direttiva.
Se il provider, una volta informato, non fa niente, allora il titolare dei diritti violati può agire in giudizio anche contro di lui, oltre che contro l'autore materiale della violazione.
Perciò E' SEMPRE UN GIUDICE che deve decidere chi ha ragione e chi ha torto; e i provvedimenti che può dare sono solo l'INIBITORIA, cioè l'ordine di far cessare l'illecito e di prevenirne la ripetizione, e il RISARCIMENTO DEL DANNO.
MAI IN NESSUN CASO, lo ripeto, può essere ordinata la disconnessione del provider!!!
Dunque questa è una norma ESEMPLARE perché fa l'opposto di quello che molti detrattori interessati e non liberi dicono: la norma cerca infatti di delineare un PUNTO DI EQUILIBRIO tra le esigenze di proteggere i diritti e quella di lasciare alla rete la massima libertà, che NON E' MINIMAMENTE IN DISCUSSIONE: è una norma MOLTO PIU' LIBERALE di quelle inglesi e francesi già in vigore e non ha NIENTE A CHE VEDERE con quella americana recentemente bocciata.
Infatti chi attacca questa norma non è andato affatto a vederne il testo, ma si è creato un FANTOCCIO POLEMICO che a questa norma è completamente estraneo, ma che è molto più facile da attaccare.
E poi diciamolo chiaro: dietro queste proteste di cono gli INTERESSI ECONOMICI dei grandi e potenti fornitori dei servizi di rete, che non vogliono ridurre i LORO PROFITTI fatti fornendo questi servizi anche a chi viola la legge. La norma e' a difesa dei prodotti italiani e della credibilità' del nostro sistema"
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