Mi trovo perfettamente d'accordo con quanto scritto da Stefano.
Anche io sostengo che i nuovi intermediari alla YouTube siano qualcosa di ibrido rispetto alle tipologie di provider individuate dalla direttiva 2000/31/CE e come tali pongono in difficoltà l'interprete che è chiamato a valutare il caso concreto.
Nell'ipotesi in questione peraltro, come già detto da altri prima di me, quella normativa non "c'azzecca" (per usare il dipietrese).
M.
E, se ti dicesse "non puoi usare l'autostrada a fini di business" ?
E se ti dicesse "non puoi usare l'autostrada con auto gialle" ?
E se ti dicesse "noi rivendiamo le auto che passano in autistrada" ? (*)
E se ti dicesse "non puoi usare l'autostrada piu' di 7 volte al giorno" ?
(**)
(*) Immaginando che fosse possibile vendere l'auto E lasciarla anche al
proprietario..
(**) immaginando che fosse possibile usare l'autosrtrada senza impegnarla,
senza alcun consumo di risorse, quindi non per limiti di capacita'.
Cambierebbe qualcosa ?
Penso che la domanda sia sbagliata e non sia "e' un editore?" ma "ha le
esclusioni di responsabilita' previste dalla direttiva ecommerce" ?
La direttiva esonera la responsabilita' per l'intermediario tecnico, quello
che ti da una piattaforma e tu la usi come vuoi.
ai tempi non c'era la fattispecie, il riferimento erano hoster come aruba,
mere conduit come gli isp e caching come (in parte oggi) i motori di
ricerca.
Se chi ti da' l'hosting comincia a sindacare sulle finalita' del tuo uso,
sul "contenuto" e non sul "byte", e' cio' di cui la direttiva prevede di
esentare la reponsabilita' ?
ciao, s.
P.s. nel caso in specie, pero', pare che anche questo non c'entri nulla.
Intando la dmanda andrebbe posta al passato "era cosi' all'epoca dei fatti
?"
Nel 1995 un provvedimento di urgenza, una notte, intimava ad I.NET di
spegnere il suo centro di calcolo (oggi diremmo Data Center). Parlando con
il magistrato si concordo' e si spense solo la macchina interessata, per
non alterare le prove.
Non c'era ancora la direttiva eCommerce, ma chi giudicava usava la testa.
Il giudice in questo caso ha giudicato google conoscendo tutte le carte e
le posizioni di tutte le parti.
Noi possiamo giudicare il giudice conoscendo solo un comunicato stampa ?
La verita' e' che non sappiamo i motivi della condanna... Sappiamo solo che
e' legata al trattamento di dati senesibili.
Un amico mi ha prospettato la seguente domanda:
hai un server dove offri un servizio gartuito di storage e dove ti riservi
di poter rimuovere materiale ivi depositato, su questo viene messo da
qualcuno un file relativo a JC (non prendertela, uno a caso, conosciuto da
tutti ! ;-) con delle analisi che mostrano che ha una patologia che lo
puo' pregiudicare socialmente. Tu vieni a sapere che questo file c'e'. Lo
vedi ed e' proprio cosi'. Sei certo che non lo ha pubblicato JC.
cosa fai ?
rimuovi il file, avverti JC, chi lo ha caricato e la polizia o
aspetti che un giudice ti dica di toglierlo ?
e se il file fossero foto pedopornografiche ? quando vieni a saperlo, cosa
fai ? Le togli ed avverti la polizia o aspetti che sia un giudice a dirti
di toglierle ?
In questo caso non staremmo parlando di liberta' di espressione (non tutela
le foto pedopornografiche ne' le analisicliniche!), ne' di responsabilita'
editoriale ne' di copyright ne' di obbligo di controllo preventivo (come
nel caso di specie, mi pare abbia dichiarato l'avv. Pisapia, legale di
Google).
e se fosse andata cosi' e qualcuno, avendo del materiale di cui certamente
e' vietato il trattamento, venendo a saperlo, non lo avesse rimosso finche'
non glielo avesse intimato un giudice ?
Non avrebbe forse fatto una leggerezza e violato una legge ?
Aspettiamo la sentenza...
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...... Original Message .......
On Thu, 25 Feb 2010 12:30:48 +0100 (CET) "g.gallus@tiscali.it"
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