I giochi sono finiti,
per la privacy”, dice il fondatore di WikiLeaks,
Julian Assange: la sorveglianza di massa online
è un fatto, e continuerà a esserlo. Per questo
dovremmo concentrarci su cosa significhi vivere
- e proteggere i propri dati personali - in un
mondo che è una “casa di vetro”, sì, ma non per
i controllori: per i controllati.
Quella di Assange è
tuttavia solo una goccia in un mare di opinioni
analoghe: se, si chiedono molti osservatori
qualificati, la rete Internet è nata con una
promessa di utopia - uguaglianza, democrazia,
conoscenza, ma soprattutto libertà - come mai
oggi non parliamo che del suo contrario? Come
mai, nella cronaca come nella cultura (libri,
fumetti, film), almeno a partire dal ‘Datagate’
non facciamo che associare il web alla distopia?
Come mai i fatti sembrano perfino più cupi delle
fantasie anti-utopiche oggi tornate, non a caso,
di gran moda? E soprattutto: perché per
l’opinione pubblica questo massiccio slittamento
dai diritti ai doveri è del tutto o quasi
indolore?
Eppure la rete
produce ulteriori disuguaglianze, posti di
lavoro vanno in fumo perché automatizzati o resi
superflui dalle nuove intelligenze artificiali,
gli algoritmi sostituiscono esseri umani in
decisioni sempre più umane: sono fatti
dibattuti, ma concreti. È per via di forme di
propaganda e manipolazione insidiose e
invisibili, sui social network come sui motori
di ricerca, o è davvero la perdita generalizzata
del valore stesso di tutelare la propria privacy
online? In questo incontro, l’obiettivo è
formulare alcune considerazioni che
contribuiscano a una risposta alle difficili ma
cruciali domande poste dalla nostra era
iperconnessa e ipercontrollata, tra cui:
- cos’è
l’utopia internettiana, e perché sta fallendo
- cos’è una
distopia tecnologica, e sue tracce nella
cronaca
- come
l’antiutopia di Internet ha fatto irruzione
nella cultura popolare
- il ruolo
della retorica della “sicurezza nazionale”
nella distopia internettiana e quello,
paradossale, dell’ideologia del “digitale”
- dopo
l’antiutopia: fine della democrazia o del
capitalismo?
- alcune
possibili forme di resistenza: dalla
“obfuscation” al “cifrare tutto”, dalle carte
dei diritti in Internet alle riforme politiche
Di questo tema
discuteremo con Fabio Chiusi,
giornalista e fellow del Centro Nexa su Internet
& Società.