Internet delle
Cose: Inferno
o Paradiso?
“Internet
delle cose”
(dall’inglese
Internet of
Things,
acronimo
“IoT”) è
un'espressione
coniata nel
1999 dal
pioniere
britannico
della
tecnologia
Kevin Ashton,
e si riferisce
a
un'infrastruttura
composta da
miliardi di
beni fisici
attrezzati di
capacità
computazionale
e connettività
alla rete
Internet, e
che dunque
raccolgono e
trasmettono
dati,
consentendo
anche il
comando e il
controllo di
ambienti da
remoto in modo
autonomo. Si
ottiene così
una forte
integrazione
della
dimensione
fisica con
quella
digitale, che
è destinata ad
avere un
impatto
significativo
sulla vita
quotidiana
degli
individui.
Il Centro Nexa
sta studiando
il fenomeno
focalizzandosi
sull'interfaccia
tra l’IoT e
l’economia
circolare, in
una ricerca
che scorre su
due binari
paralleli: in
uno vengono
identificati i
rischi
incorporati
dalla nuova
era dell’
Internet,
nell’altro si
costruiscono
scenari
dell’IoT come
potenziale
facilitatore
della economia
circolare.
Gli scenari
riguardano i
benefici per i
consumatori,
le imprese e
la società in
generale; i
rischi invece
concernono, di
nuovo, i
consumatori:
le minacce
ambientali, le
ricadute
negative
sull'occupazione
e i potenziali
problemi
economici
quali la
posizione
dominante sul
mercato e gli
effetti delle
discriminazioni
di prezzo.
9.30 -
9.35
Speaker:
Claudio
Demartini
e Juan
Carlos De
Martin
Messaggio
di benvenuto
Il Professor Claudio Demartini, Direttore del
Dipartimento
di Automatica
e Informatica
del
Politecnico di
Torino e il
Professor Juan
Carlos De
Martin,
Co-direttore
del Centro
Nexa,
inaugurano
l'8°
Conferenza
annuale del
Centro con un
intervento di
benvenuto.
9.35 -
9.55
Speaker:
Antonio
Vetrò
Introduzione
all'Internet
delle Cose
La formula “Internet of Things” (IoT) si
riferisce alla
rete di
oggetti
fisici, dotati
di connessione
a Internet e
in grado di
raccogliere e
scambiare dati
dall’ambiente
in cui sono
collocati.
Ogni oggetto
può essere
dotato di
sensori,
software,
attuatori e
capacità
computazionale.
Si può
trattare di
piccoli
oggetti di uso
comune (come
un orologio),
ma anche
apparecchi
casalinghi e
da ufficio (ad
esempio,
stampanti),
edifici,
veicoli,
costruzioni,
che scambiano
informazioni,
sono
monitorati e,
in alcuni
casi,
controllati da
remoto
attraverso la
rete Internet.
La conseguenza
è che il mondo
digitale e
quello fisico
diventano
ancora più
legati l’un
l’altro. Si
parla pertanto
di cyber
physical
systems,
concetto che
lambisce o in
alcuni casi si
interseca con
altri
paradigmi
tecnologici
quali le smart
grids, la
domotica, i
sistemi di
trasporto
intelligente,
le città
intelligenti.
In tale
contesto, i
“beni
intelligenti”
potrebbero
essere
sfruttati per
consentire un
migliore
utilizzo delle
risorse, il
miglioramento
delle
infrastrutture,
e più in
generale una
migliore
crescita
economica,
basata non più
sull’attuale
modello
lineare
“prendi, fai,
usa e getta” ,
ma su un
modello
circolare che
sia meno
dipendente
dalle risorse,
e
strutturalmente
rigenerativo.
9.55 -
10.15
Speaker:
Federico
Morando
IoT:
qualche dato
di contesto
La relazione tra IoT e circual economy, nonché
tra IoT ed
impatto
ambientale,
è certamente
complessa, e
potrebbe
essere
radicalmente
diversa, a
seconda
dell'industria
presa come
riferimento.
Da un lato,
l'IoT ha il
potenziale per
esacerbare
paradigmi
esistenti, a
partire
dall'approccio
usa-e-getta,
che
caratterizza
fortemente
molti ambiti
dell'elettronica
di consumo.
Dall'altro,
alcune delle
industrie più
suscettibili
di essere
rivoluzionate
dall'approccio
IoT sono anche
tra quelle a
più alto
impatto
ambientale.
Altro campo di
grande
attualità è
quello delle
self-driving
cars. La
componente
elettronica
potrebbe forse
rendere
significativamente
meno longevo
un singolo
veicolo: già
oggi, il
crescente
utilizzo di
elettronica
nelle macchine
rende
la
manutenzione
delle stesse
un business
più complesso
di quanto non
lo fosse
alcune decine
di anni fa. Se
immaginassimo
la rivoluzione
delle
self-driving
cars dentro
modelli di
consumo e
proprietà
delle auto
tradizionali,
probabilmente
dovremmo
aspettarci un
impatto
negativo in
termini
ambientali. Ma
cosa succederà
in contesti in
cui la maggior
parte delle
auto saranno
gestite
da sistemi di
car sharing? E
cosa
succederebbe -
la risposta
potrebbe
essere ancora
diversa - se
le case
automobilistiche
diventassero
fornitori
integrati di
servizi di
mobilità?
Per supportare
il disegno di
scenari
riguardanti
l'IoT e la
circular
econmy,
l'intervento
si propone di
fornire
qualche dato
di contesto,
relativo
all'impatto di
alcune
industrie
sull'ambiente,
e dell'IoT su
alcune
industrie,
in modo tale
da superare la
tendenza -
probabilmente
fuorviante -
ad analisi
troppo
monolitiche
del fenomeno.
10.15
- 11.00
Discussione
e coffee break
11.00
- 11.20
Speaker:
Monica
A. Senor
Lo
sguardo degli
oggetti:
limiti alla
sorveglianza
totale
Controlleremo l’IoT o sarà l’IoT a controllarci?
Ontologicamente
predisposte a
monitorare e
raccogliere
dati
dall'ambiente
che le
circonda, le
cose connesse
sono per
definizione
dei mezzi di
sorveglianza.
In
quest'ottica
parlare di
privacy o di
data
protection è
riduttivo: la
rigida
impostazione
normativa
europea,
vigente ed in
fieri,
basata sul
concetto di
autodeterminazione
del singolo
individuo sui
suoi dati
personali non
è, infatti, di
per sé
sufficiente ad
arginare le
conseguenze
giuridiche
derivanti
dalla
circolazione
di grandi
flussi di
dati.
Né si può
ipotizzare di
affrontare i
problemi di
security
dell’IoT senza
preoccuparsi
di safety
(delle
persone): in
tal senso
anche la
prospettiva di
una
regolamentazione
dei rischi
basata su di
un modello di
tutela di
stampo
collettivo non
pare
dirimente.
Il non facile
percorso volto
a
salvaguardare
l’uomo dalla
sorveglianza
totale non può
dunque che
passare dalla
resilienza
delle nostre
libertà
fondamentali e
con esse dei
sistemi
democratici.
11.20
- 11.40
Speaker:
Massimiliano
Nuccio
IoT
e
competitività:
monopolio e
discriminazione
di prezzi
“I
dati sono il
nuovo
petrolio” ha
dichiarato il
guru del
marketing
Clive Humby
nel 2006 e da
allora questo
mantra è stato
ossessivamente
rilanciato da
accademici,
professionisti
e policy
makers. Anche
se la maggior
parte di essi
è abbastanza
fiduciosa
circa
l'effetto
dirompente dei
dati nell'
economia e
società, siamo
probabilmente
solo
all'inizio di
un cambiamento
paradigmatico,
ma ancora
incerto sulla
direzione da
prendere e
conseguenze.
Dal punto di
vista
economico,
l’informazione
è stata sempre
considerata un
valore
importante e
un presupposto
necessario
affinché i
mercati
funzionino
correttamente.
In che misura
la crescita
esponenziale
della
produzione di
dati
migliorerà le
prestazioni
economiche e,
soprattutto,
genererà
benefici alle
imprese e ai
consumatori?
Sono previsti
vantaggi
equamente
distribuiti o
solo alcuni
potranno
usufruire dei
dati, magari
sfruttando
nuove forme di
potere di
mercato? Noi
affermiamo che
la
combinazione
di una
regolamentazione
mirata a
creare un vero
e proprio
mercato per i
dati e
l'elevato
potenziale
innovativo dei
modelli di
business
digitali
possano
evitare
controllo
monopolistico
e barriere
competitive a
molti dei
crescenti
mercati
data-driven.
11.40
- 12.00
Speaker:
Fabio
Chiusi
Uno
scenario
“infernale”
Miliardi
di oggetti
connessi
stanno facendo
irruzione
nella nostra
vita. La
promessa è
renderla più
comoda,
efficiente,
consentendo
risparmi
energetici,
monetari e una
serie
pressoché
infinita di
nuovi usi a
partire dai
dati che
raccolgono su
di noi. Ma che
accade se
quegli oggetti
non sono
sicuri? Già
oggi si vedono
all'opera
squadre di
“bot”
arruolati per
compiere
attacchi
informatici -
l'ultimo ha
mandato
offline mezzi
Stati Uniti.
Domani, in
assenza di una
rinnovata
attenzione
alla
cybersecurity
dell'Internet
of Things, lo
scenario che
ci attende è
infernale: un
incubo di
trasparenza
totale degli
utenti, ma
anche di
vulnerabilità
che qualunque
attore
malevolo - da
un criminale a
una spia di
Stato - potrà
sfruttare per
distruggere la
nostra
privacy, ed
entrare
segretamente
in possesso di
ogni aspetto
della nostra
esistenza.
L'intervento
mira a
descrivere nel
dettaglio
quello
scenario, e
provare a
fornirne delle
vie d'uscita.
12.00
- 12.30
Speaker:
Marco
Ricolfi
Considerazioni
finali e
conclusioni
Al
Professor
Marco Ricolfi,
co-Direttore
del Centro
Nexa su
Internet e
Società, sono
affidate le
considerazioni
finali e le
conclusioni
dell'8°
Conferenza
Annuale del
Centro.