E' sempre più
ricco e articolato l'insieme di informazioni
prodotte da ogni cittadino nell'ambito delle
proprie interazioni digitali, siano esse
consce o inconsce, con la Pubblica
Amministrazione (PA) o con soggetti privati
fornitori di servizi. Di queste tracce,
che formano un vero e proprio "corpo
digitale", e del ruolo di
eventuali intermediari che le
ricostruiscano e custodiscano (infomediari),
rendendole accessibili e riutilizzabili allo
stesso creatore originario, discuteranno Alessandro
Mantelero, Director of Privacy
del Centro Nexa su Internet & Società, Marco
Ciurcina, avvocato e fellow del
Centro Nexa, Luigi Artusio,
del gruppo Strategy di Telecom Italia, e Corrado
Moiso, del Future
Centre di Telecom Italia.
L'integrazione e
l'apertura di dati altrimenti disponibili
solo presso fonti distinte generano servizi
di utilità personale e collettiva. La
ricostruzione della propria traccia
digitale condivisa con un ente
pubblico può consentire a un cittadino di semplificare
i propri rapporti con la PA (e
altri soggetti). In altro ambito, la messa a
disposizione al singolo utente dei dati
relativi al proprio comportamento di consumo
- la cosiddetta “smart disclosure”
- abilita comparazioni tra offerte di
mercato e, in generale, una maggiore tutela
per il consumatore. In ognuno di questi
casi, i dati relativi al singolo "corpo
digitale" sono difficilmente rintracciabili
e gestibili da un utente comune. In
quest'ottica, è centrale definire il ruolo e
il perimetro d'azione degli infomediari.
Lo scenario di
partenza, come Alessandro Mantelero
descriverà nelle proprie riflessioni
introduttive, è quello del complesso
rapporto fra informazione, raccolta
dati, memoria e potere informativo
dei soggetti che, in ragione delle funzioni
espletate o dei servizi erogati, vengono ad
avere nella propria disponibilità grandi
quantità di dati. La concentrazione del
controllo sulle informazioni disponibili in
capo ad un limitato numero di soggetti
pubblici e privati, i mutamenti dei processi
psicologici di ricerca e memorizzazione
delle informazioni, la disponibilità di
nuovi strumenti di analisi dei dati con la
conseguente definizione di nuovi paradigmi
di ricerca (Big Data analysis): tutti
questi fattori accrescono inevitabilmente il
ruolo che i gatekeepers delle
informazioni vengono a giocare nella società
odierna.
I successivi
interventi tratteggieranno alcuni scenari
alternativi allo status quo. L'intervento di
Marco Ciurcina muoverà da
uno specifico esempio - il caso del progetto
Mappa - per impostare una riflessione
più generale rispetto alla necessità, e
straordinaria opportunità, di uscire da
logiche consolidate e ripartire dai
principi fondamentali della dignità della
persona, per fare il design del
nostro futuro, favorendo la nascita di
servizi di escrow
del proprio corpo digitale caratterizzati da
dati criptati, processati in contesti
istituzionali e normativi chiari, uso di
software libero, e possibilità di lasciare i
dati nella piena disponibilità dell'utente,
fornendogli gli strumenti per autorizzare
terzi (ad esempio, la PA o ricercatori
indipendenti, oltre ad eventuali aziende) ad
usarli, in formato aperto.
Gli interventi di
Luigi Artusio e Corrado
Moiso verteranno sui due temi
strettamente correlati dei dati personali e
della gestione dell’identità digitale. La
prima parte descriverà un modello "user-centric"
nella gestione dei dati personali, in cui
gli individui possono collezionare e
utilizzare i loro dati personali secondo i
loro voleri e bisogni, esplorando le
potenzialità dell'ecosistema che questo
modello potrebbe generale, con vantaggi per
tutti gli attori coinvolti. La sezione
sull’identità digitale proseguirà
nell'esplorazione del modello user-centric,
descrivendo anche il ruolo degli
Identity e Service Providers. Il
tutto corredato dalla descrizione di
iniziative internazionali e sperimentazioni
in corso.