[rd] Stampanti 3D: si lavorerà ancora?

Gabriele Russo S229190 gabriele.russo at studenti.polito.it
Sat Jun 11 00:37:25 CEST 2016


Secondo un mio parere, strettamente personale, tuttora le innovazioni 
tecnologiche stanno demolendo alcuni lavori ma allo stesso tempo ne 
stanno nascendo di nuovi.
L'unica differenza è che oggi molti lavori chiedono delle conoscenze 
specialistiche, poichè il compito principale dell'uomo non è più quello 
di prendere parte ad una catena di montaggio, ma di controllarla e/o 
risolvere eventuali problemi.
Sinceramente non credo che verrà mai (mai dire mai) il giorno in cui ci 
ritroveremo con soli "robot" a fare tutto ciò che ci occorre , infatti 
l'economia non girerebbe; come farebbe una persona a spendere dei soldi 
se non fosse in grado di riceverli?
In questo futuro molto fantascientifico avrebbero un posto di lavoro 
solo ingegneri, scienziati e simili, ma ciò secondo me non ha alcun 
senso.


Il 2016-06-10 10:42 J.C. DE MARTIN ha scritto:
> Care/i Tutte e Tutti,
> 
> state toccando uno dei grandi temi della nostra epoca.
> 
> Mentre in passato, infatti, le innovazioni tecnologiche hanno
> distrutto
> certi tipi di lavoro creandone però sempre di nuovi, questa volta
> le cose potrebbero effettivamente andare diversamente.
> Nessuno lo sa con certezza, ma in molti ci pensano perché, se
> capitasse,
> le conseguenze sociali sarebbero enormi, con scenari che spaziano
> dall'idilliaco (tutti ci dedicheremo ad essere felici) al distopico
> (come
> il mondo decritto nel "Brave New World" di Huxley).
> 
> Sull'argomento si riflette da quasi 200 anni, per cui la letteratura
> è sterminata, basta che cerchiate "future of work" su un motore
> di ricerca. Mi limito a sole due segnalazioni: nel 1930
> il grandissimo economista John Maynard Keynes
> proconizzò una settimana lavorativa di sole 15 ore in
> "Possibilità economiche per i nostri nipoti"
> (v. http://www.adelphi.it/libro/9788845923746,
> in inglese qui: www.econ.yale.edu/smith/econ116a/ [1]KEYNES1.pdf).
> 
> In anni più recenti, invece, nel 1985 un altro grandissimo
> economista,
> questa volta italiano, Paolo Sylos Labini, scriveva le brevi, ma
> profonde,
> riflessioni in allegato.
> 
> Rifletteteci perché sarete voi a vivere questa trasformazione
> (ammesso che abbia veramente luogo).
> 
> Ci vediamo oggi alle 16 in via Egeo,
> 
> juan carlos de martin
> 
> On 10/06/16 10:15, Treves Mathieu wrote:
> 
>> Probabilmente, attraverso tutti questi avanzamenti tecnologici, si
>> potrebbe arrivare a un futuro in cui la maggior parte, se non tutti
>> i lavori manuali saranno eseguiti da macchine (molto più efficienti
>> degli uomini). Questo potrebbe portare a dover ripensare tutta
>> l'economia odierna, basata sul lavoro. Si potrebbe arrivare ad avere
>> molti più lavori "intellettuali", dove una macchina (almeno per
>> ora) non è in grado di surclassare un essere umano, dato che non
>> possiede immaginazione o creatività, non possedendo una coscienza.
>> Oltretutto, se si arrivasse alla creazione di macchine in grado di
>> creare altre macchine, attraverso anche la stampa 3D, che
>> permetterebbe la scomparsa della necessità di lavoro da parte degli
>> uomini per sostenersi (se fanno tutto le macchine..), portando a una
>> società senza lavoro umano. Ma forse mi sto spingendo un po' troppo
>> in là con l'immaginazione, almeno per ora.
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